La truffa istituzionalizzata

Pubblicato il: 27 gennaio 2010 alle 8:01 am

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La truffa è ormai istituzionalizzata. “Ogni mattina, al sorgere del sole, un manager qualunque si sveglia e sa che dovrà correre più degli altri colleghi se non vuole finire licenziato”. Così come accade in questa parafrasi della nota storiella “africana”, quasi tutte le aziende operanti sul territorio italiano inventano quotidianamente escamotage di ogni tipo pur di battere cassa e contrastare la concorrenza planetaria divenuta ormai insostenibile.

Le maggiori compagnie europee, profittando delle regole comunitarie, tramano a colpi di O.P.A. e di fusioni, o utilizzando accordi societari di ogni genere per scalare le proprietà di gruppi italiani e conquistare così marchi storici made in Italy, i cinesi ci invadono silenziosamente impadronendosi anche di interi quartieri delle nostre maggiori città, gli indiani (non quelli con arco e frecce) ci stanno dominando nel settore informatico, le multinazionali ci impongono i loro prodotti senza alcun rilievo da parte delle Autorità italiane per eccesso di posizione dominante; la concorrenza insomma è diventata ormai veramente spietata. Italia contro Resto del Mondo…una partita impari.

Tuttavia non c’è alcuna giustificazione per comportamenti spudoratamente elusivi al rispetto degli utenti ed alla normale legalità.
Il cliente viene troppo spesso trattato come “limone da spremere” e non come principale fonte di sostentamento per l’attività lavorativa delle aziende che erogano servizi. Così si tenta di sottrargli denaro in funzione di prestazioni d’opera mai richieste dall’interessato, nella speranza che, lavorando su grandi numeri, gran parte degli addebiti sui relativi conti correnti possano andare a buon fine o per l’età avanzata di parte degli utenti, ai quali può sfuggire il vero significato di tutta quella “carta” ricevuta per segnalare le operazioni bancarie, o per l’indolenza di altra clientela che tende a procrastinare eventuali richieste di rimborso sino a dimenticarne totalmente la necessità.

L’effettiva difficoltà di reagire al torto subito da parte di una grossa percentuale di utenza molestata si trasforma così in un business per gli operatori che, se non colpiti dagli strali della giustizia amministrativa, ci riproveranno certamente con altre analoghe iniziative facilmente collocabili su quell’esile confine che separa una gestione disinvolta dalla truffa vera e propria.

State così attenti alle carte di credito ricevute senza alcuna richiesta da parte vostra, ad abbonamenti a riviste mai sottoscritti, a servizi a pagamento imposti senza specifiche istanze, a passaggi da una società all’altra estorti telefonicamente, la truffa è sempre in agguato perché di questi manager o top-manager che devono a qualsiasi costo fare “numeri” (è proprio un’espressione tipica del loro linguaggio per indicare il massimo del profitto possibile) purtroppo ne è piena l’Italia e noi italiani ne abbiamo piene le tasche.

Autore dell'articolo: Sergio Figuccia

1 commento su “La truffa istituzionalizzata

    Beppe

    (17/02/2010 - 09:59)

    E ne abbiamo di tempo per aspettare che il fenomeno scemi. Proprio oggi ho ricevuto la telefonata di una compagnia telefonica che con un giro di parole mi stava costringendo a dire “sì” per cambiare gestore. Prima si parla di risparmio certo e di cancellazione del canone, poi con un tono di voce più basso e… mmmolto velocemente!! mi si sbofonchia che la nuova bolletta non sarà più intestata Telecom.
    Si rubano i clienti fra loro con tutti i mezzucci possibili.

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