U.S. Palermo, la carretta dal mare.

Pubblicato il: 5 agosto 2011 alle 7:25 pm

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Leggo i commenti post Thun, immagino già i fiumi di polpastrelli a disegnare un’autostrada per l’inferno, una squadra finita in un tunnel senza uscita, una bara immaginaria trasportata da centinaia, migliaia di braccia rosanero che l’amavano.

È mezzanotte, alzo gli occhi al cielo, il cielo è buio e ci sono poche stelle. Fisso un punto e da questo punto, buio, inizia la proiezione immaginaria di un cortometraggio, vedo l’isola di Lampedusa, vedo il mare grosso, vedo una carretta del mare in balìa delle onde.
Cerco il timoniere, lo scafista, lo scorgo tra decine di uomini storditi, assetati, con lo sguardo perso, smarrito verso il mare, alla ricerca della terraferma.

Lo scafista lo riconosco, sguardo burbero, sigaretta in bocca, cappello di paglia in testa, il volto scavato da rughe che sembrano incisioni, una vecchia e sporca canottiera nera, un paio di jeans scoloriti dal sole, un bastone appoggiato vicino al timone.
L’ha già usato, lo userà ancora, qualcuno non approderà mai.

Anche il motore smette di spingere, fumante, stanco di sopportare uno stress continuo, vomita l’ultima cucchiaiata di olio e si addormenta silenzioso riportando in primo piano i sordi rumori delle onde del mare, che prima erano soffocati dal suo continuo sbuffare.
Ora le onde del mare sembrano il ruggito di un leone affamato che sta per assalire la preda indifesa per farne un lauto pasto. Presto l’azzurro del mare si tingerà di rosso.

I protagonisti, in ordine di apparizione sono: lo scafista (zamparini), il motore fuso (pioli), i fuggiaschi clandestini (la squadra).
Sono bastati centottanta minuti per dipingere uno scenario apocalittico. Il frutto di una contestazione iniziata prima ancora che ce ne fosse motivo o che ce ne fosse bisogno, una contestazione che ha già emesso la sua sentenza. Cosa succederà alla prima sconfitta in campionato? Cosa succederà alla prima sconfitta interna?

Cosa succederà è facile immaginarlo, è difficile capire cosa stia succedendo adesso. Centottanta minuti sono tre ore.
Tre ore occorrono per pagare un bollettino alla posta, per fare un versamento in in banca, per chiedere una informazione in un qualunque ufficio comunale. Tre ore occorrono per andare dalla Statua della libertà alla Stazione, lasciare l’amico al capolinea dei pullman e tornare a casa. A Palermo. Alle dieci di mattina. Di settimana.

Tre ore sono bastate al pubblico palermitano, per organizzare un funerale e seppellire il morto. Tre ore.

Autore dell'articolo: Carlo Ferlisi

1 commento su “U.S. Palermo, la carretta dal mare.

    Sergio

    (05/08/2011 - 20:29)

    Catastrofica visione!
    Funerale annunciato? Mah!! Secondo me è tutta questione di casualità…un rimpallo in meno, una palla persa in meno, un’azione un pò più fortunata….e ora non staremmo qui a parlare di funerali.
    Le due squadre si sono dimostrate bene o male allo stesso livello, il Palermo più tecnico e più imbranato perchè non ancora rodato; il Thun più preparato atleticamente e più in forma perchè è partito prima….tutto qua!
    Mi sembra ancora presto per cantare il de profundis, piuttosto dov’è Hernandez? Perchè si fa sempre male Piniglia? Un altro attaccante no? Questa difesa a tre è proprio ottimale per questo Palermo? E al centro?…Qualche correzione non vi sembra ormai necessaria?

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