In media stat virtus

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Tanto tuonò che piovve.
Ci mancava solo un temporale, per accompagnare la grande Inter, con le pive nel sacco, in terra lombarda.
Buona la prima, è lo slogan che aleggia in ogni angolo della città. Le due fazioni hanno ancora le armi sguainate, oggi è andata bene ai devoti, domani chissà.
L’unica cosa (quasi) certa, in un campionato di calcio, è che non si possono vincere tutte le partite, quindi si prospetta un lungo ed estenuante tira e molla tra difensori e contestatori.
Si parla sempre del Presidente, anche quando non se ne parla. È innegabile che sia lui al centro delle attenzioni dei tifosi, più della squadra, più dello staff, più delle partite. Il Capo, il Padrone, il Colonizzatore.  

Zamparini fa notizia, solo per il fatto di esistere (in questo sport, e non solo). Ma come sarebbe il mondo del calcio senza Zamparini? Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. Intanto l’abbiamo noi, piaccia o no, l’abbiamo noi.  Per altri “nuoce gravemente alla salute”, che torni da dove è venuto… iddu.

Nel frattempo è iniziato, sotto i migliori auspici, il campionato; ma il tifoso rosanero cosa fa? Pensa solo a litigare. Gruppo devoti/zerbini/lecchini contro gruppo contestatori/gufi/attassatori. Se è vero quello che poi alla fine dicono tutti, che vorrebbero soltanto il bene del Palermo, perchè non rispolverare un incontro a Teano (o ‘nnu tiano!), dove firmare un memorabile accordo di non belligeranza, temporale, per fare almeno una volta, gli interessi esclusivi della squadra e dei colori rosanero?

Il nostro (amato?) Presidente avrà in dono un fiammante “parrapicca” omaggiato dai devoti, che in quasi tutto lo difendono tranne che, ad esempio, nelle sue esternazioni, soprattutto del post-partita o del lunedì mattina. Di contro i contestatori si occuperanno della squadra, limitando critiche e commenti soltanto alle fasi sportive del campionato, analizzando risultati e prestazioni,  non curanti di chi è il proprietario della società.

Il dodicesimo uomo in campo è fondamentale per una squadra di calcio. Qualunque sia la serie dove gioca. L’estate è finita, ora si fa sul serio. Non è più il momento delle polemiche, ma di manifestare a tutta Italia il “valore aggiunto” che ha dimostrato di essere la tifoseria palermitana sia al Barbera, sia in tutti gli stadi dello stivale, non ultimo nella sfortunata trasferta di Roma. Anche contro il “dividi et impera” che alcuni vogliono far passare per un atto di forza di Zamparini nei nostri confronti, quindi dei tifosi tutti.

Farsi del male non giova a nessuno, ma soltanto a chi spera in una ecatombe rosanero. I nostri ragazzi, già dalla prima partita, ci hanno fatto vedere il cammino che intendono intraprendere: non lo scudetto, non la champions, questo lasciamolo ai giornali, ma un campionato nel quale “loro” ce la metteranno tutta per dare il massimo, aspettandosi lo stesso dai “loro” sostenitori. La strada è tracciata, il cammino sarà lungo e periglioso, ieri ci hanno teso una mano, aspettando, ricambiati, di stringere le nostre.

Chissà se, veramente, fu solo l’inizio…

Autore dell'articolo: Carlo Ferlisi

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