Abbiamo scritto a “Report” sulle banche italiane

Pubblicato il: 7 maggio 2012 alle 8:07 am

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Con un articolo del 28 dicembre del 2011, che ironicamente faceva il punto sulla piaga delle consulenze esterne nella gestione delle banche italiane, avevamo denunziato la cattiva gestione dei vecchi istituti di diritto pubblico divenuti ormai spietate s.p.a. votate esclusivamente al profitto, con esigui riferimenti alle locali politiche creditizie.

Successivamente “Striscia la Protesta” ha anche inviato una corposa email alla Redazione del programma televisivo “Report”, trasmesso da Rai 3, con ulteriori osservazioni riguardanti gli stratosferici stipendi, e le faraoniche liquidazioni di manager e amministratori delegati, e segnalando gli iniqui comportamenti delle principali banche italiane che, una volta privatizzate, hanno perso completamente i connotati di istituti di credito, operando con modalità essenzialmente speculative.

L’assenza sul territorio nazionale di grandi organismi economici con specifiche statutarie che, operando in tutela del denaro pubblico e di credito alle attività economiche territoriali avrebbero permesso la famosa “crescita” tanto auspicata dal signor Monti, ha aggravato gli effetti di una crisi che sembra acquisire sempre più il carattere di irreversibilità.

In sostanza la privatizzazione delle banche ha permesso lo sfruttamento del denaro circolante solo ad uso e consumo dei maggiori gruppi, limitando sempre più l’accesso al credito da parte di utenti e aziende private in quanto giudicato eccessivamente “a rischio” a causa delle vigenti sofferenze e dei paletti, sempre più vincolanti, imposti dai provvedimenti della vigilanza bancaria (vedi Basilea 3).

Così i soldi arrivati alle banche dalla Comunità Europea, al tasso agevolatissimo dell’1%,  sono stati investiti non in credito, come doveva essere fatto, ma nell’acquisto di titoli dello Stato ad un tasso favorevole ben più elevato.

Così le banche, senza fare “banca”, hanno ottenuto con facilità quei profitti che poi andranno a spalmare nei portafogli dei loro manager, presidenti e amministratori delegati, tavolta lasciando a bocca asciutta persino gli azionisti.

Di questo ed altro ha parlato la puntata di “Report” di ieri, 6 maggio 2012, probabilmente innescata da pubbliche denunce simili alla nostra.

Cliccando qui  potrete vedere l’interessante servizio che è stato realizzato analizzando principalmente le problematiche del “Monte dei Paschi di Siena” (nel filmato chiamato ironicamente  “Monte dei Fiaschi”), tuttavia le stesse criticità e  simile mala-gestione sono imputabili anche a Banca Intesa e Unicredit, anche se in percentuale minore.

Autore dell'articolo: Sergio Figuccia

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