La polemica di Troia

Pubblicato il: 27 marzo 2013 alle 7:19 pm

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Autunno del 2011: tutta l’Italia (sottolineo “tutta”) si dichiara disgustata dagli scandali rosa generati attorno ai protagonisti del governo in carica, quello del Presidente del Consiglio Berlusconi.  La gente in massa, per strada, nei bar, nei talk show televisivi, sui giornali, manifesta apertamente la propria insofferenza per la interminabile serie di notizie-gossip legate ai rapporti intrattenuti dal capo del governo, e da numerosi politici del periodo, con diverse decine di prostitute (dai media chiamate eufemisticamente “escort”).

Tutti i notiziari occupano quotidianamente metà del loro tempo a snocciolare nomi, interviste, fatti compromettenti, ricatti indecenti e quant’altro possa essere coniugato con la vita politica del nostro disgraziato paese in quella fine estate del 2011.

L’immagine dell’Italia, e l’Europa forse aspettava proprio questo, perde inesorabilmente quota. Le donne italiane si dichiarano offese nella loro dignità dal mercimonio venuto fuori nell’occasione e scendono in piazza, fin dal febbraio dello stesso 2011, con lo slogan “Se non ora quando”.  Persino la nota cantautrice Carmen Consoli confeziona un eccezionale brano: “AAA cercasi” con il quale “sputtana” (e mai parola è stata più adatta) il comportamento di certe “signorine in carriera” legate al malaffare politico che degrada indiscutibilmente l’immagine di tutte le donne italiane. (clicca qui  per vedere il nostro articolo di allora con il video di Carmen Consoli)

Seguono in ordine di tempo: le dimissioni di Berlusconi, il terrificante successivo governo dei cosiddetti “tecnici” (vedi Monti), le elezioni e la rivolta popolare bianca che ha fatto perdere milioni di voti a PDL, Lega Nord, e PD, senza parlare della sparizione di Fini e di Di Pietro, della quasi sparizione di Casini e del ridicolo piazzamento di Monti, che lui però continua a considerare una vittoria (si vede che da tecnico ha imparato a fare il politico!).

QUESTA E’  STORIA, nessuno al mondo può dire che si tratta di realtà romanzesca.

Eppure è di questi giorni l’incredibile caso-Battiato che si è “permesso” di ricordare come molte di queste “signorine in carriera” siano ancora in Parlamento o in giro per gli scranni del potere, dopo tanto “casino”.  E’ il caso di dire quindi “tanto rumore per nulla”. 

“Apriti cielo” alle parole di Battiato, che certamente ha sbagliato i termini (abbiamo detto che si chiamano escort … non troie! Ah battià !), ha sbagliato il luogo dove fare la dichiarazione (il Parlamento Europeo….sì, proprio quello che nel 2011 aveva tuonato contro Berlusconi e le sue amanti), ha sbagliato a dire che queste “figure” sono “inaccettabili” (anche la povera Annunziata aveva cercato di dire che erano “impresentabili” e se l’è dovuto rimangiare)….insomma Battiato ha sbagliato, ma era proprio il caso di revocargli l’incarico di assessore per questo motivo?

E poi, tutte le donne che si sono indignate per la frase volgare del cantautore, perché si ritengono “lese” in massa pur essendo fuori dal palazzo del potere?   Battiato mica parlava di tutte le altre donne esterne all’ambiente politico!  Infine vorrei ricordare alle “italiane” che sono scese in piazza nel 2011 proprio contro la classe corrotta delle altre appartenenti al sesso femminile che aveva tanto deturpato la “categoria”, che insistendo con la difesa d’ufficio di questi giorni contro il “demone” Franco Battiato stanno cadendo nel paradosso di giustificare e autorizzare quel famoso mercimonio.

Quindi: volgarità no, ma coerenza e sincerità sì, e soprattutto: al bando l’ipocrisia.

Autore dell'articolo: admin

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