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EU! Vuliemu a Grana!

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Non tutti sanno che la Sicilia borbonica aveva un sistema monetario sovrapponibile a quello di Napoli al tempo del “Regno delle Due Sicilie”, uno stato sovrano dell’Europa meridionale esistito tra il 1816 e il 1861 e istituito dal re Ferdinando di Borbone. Sembrerebbe proprio il caso di enunciare, riguardo il punto di vista economico, la solita solfa retorica: “Si stava meglio quando si stava peggio”.

Il quel periodo infatti i siciliani pagavano con la “Grana”, così si pronunciava al plurale (più raramente “Grani”)  la valuta locale “Grano” che si affiancava al “Tarì” di Napoli (che valeva quasi 1,6 grani siciliani) nel sistema valutario del Regno.

Oggi non c’è più l’occupazione borbonica, ma c’è quella europea, forse anche peggiore dal punto di vista economico, così qualcuno ha pensato di reintrodurre il “Grano” da affiancare stavolta all’odiato euro, dopo circa 200 anni dall’era del Tarì.

Questo “qualcuno” si chiama “Progetto Sicilia”, ecco cosa propone:

<< Entro il 15 Marzo 2014, come previsto dall’art. 12 dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, l’A.P.S. “Progetto Sicilia” presenterà all’A.R.S. un Progetto di legge di iniziativa popolare perché sia adottato il sistema monetario regionale Grano, complementare al sistema delle banche centrali europee, euro.

Lo studio elaborato da “Progetto Sicilia” certifica come, utilizzando uno strumento quale è la moneta siciliana Grano, sia possibile reperire tutte le risorse necessarie per finanziare gli investimenti infrastrutturali e strategici, finalizzati alla crescita ed allo sviluppo sostenibile nella nostra Isola.

Questo consentirà di: dare lavoro a 250.000 siciliani; riequilibrare il deficit infrastrutturale rispetto al resto d’Italia; ridurre la differenza del numero degli occupati rispetto al tasso di attività; aumentare il reddito disponibile delle famiglie siciliane, riportando questi indicatori nelle medie nazionali; infine, il pil regionale crescerebbe nel 2014 da € 82 a 96 miliardi, pari ad un punto percentuale del pil nazionale. Per realizzare questo importante obiettivo è indispensabile che un Progetto di Legge, redatto in articoli, sia presentato da almeno diecimila cittadini iscritti nelle liste elettorali dei comuni della Regione.

La creazione di questo evento ha lo scopo di valutare se ancora esistono le condizioni perché il Popolo Siciliano ritorni ad essere Sovrano, esercitando un diritto riconosciuto dalla Costituzione.>>

Ci sembra un’ottima idea, speriamo solo che i soliti infami che fino a oggi hanno tramato per farci cadere in questo stato di economia catatonica non si inventino nuovi ostacoli per bloccare anche questa bozza di rilancio finanziario.

Chi vuole aderire deve mettersi in contatto con “Progetto Sicilia” all’email: progettosicilia60@tiscali.it

Lo slogan di Progetto Sicilia al riguardo riprende una celebre frase di J.F. Kennedy: “Non chiedetevi cosa può fare il vostro paese per voi. Chiedetevi che cosa potete fare voi per il vostro paese.”

Coraggio!  Vediamo cosa sappiamo fare contro i nuovi borboni.

Autore dell'articolo: admin

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