La gestione del traffico a Palermo

Pubblicato il: 14 luglio 2014 alle 7:00 am

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La viabilità delle città è un grosso problema in tutto il mondo e per affrontarlo e gestirlo al meglio un po’ tutti i comuni dedicano ad esso uno specifico ufficio (Ufficio Traffico) che ha appunto, come dovere istituzionale, quello di rendere quanto più fluida e scorrevole la circolazione viaria e più in generale la mobilità urbana dei cittadini.

Per raggiungere tale obiettivo istituzionale ci si trova a dover intervenire su due “fronti”: la circolazione dei mezzi pubblici e quella dei mezzi privati, tenendo ben presente che entrambi sono titolari di diritti perfettamente equivalenti.  Ora, l’analisi di incredibili situazioni che si riscontrano a Palermo, contraddicono inequivocabilmente tale principio di equivalenza e contrastano vistosamente con i compiti istituzionali dell’Ufficio Traffico. A dimostrazione di questo, passiamo adesso ad esaminare una serie di realtà viarie che fugheranno ogni dubbio.

Cominciamo con le cosiddette “rotonde”, poste ad alcuni incroci in alternativa ai semafori e che effettivamente potrebbero risultare di grande utilità, come dimostrano gli esempi di altre città e quelli delle sedi storiche di Palermo stessa (piazza Vittorio Veneto), ma quelle di recente realizzazione sono eccessivamente ampie, talmente ampie da ridurre di molto la carreggiata di conseguenza determinandovi addirittura degli ingorghi prima non presenti (via Malaspina,via Montepellegrino, piazza Bolivar-alla fine di via dell’Olimpo-che è stata addirittura ampliata rispetto alla precedente che “funzionava” bene).

Continuiamo adesso con via Pietro Nenni ove (per legalizzare le strisce blu, non previste dalle vigenti leggi lungo i bordi delle carreggiate, ma solo nelle “rientranze“) sono state create delle nicchie per il parcheggio su entrambi i lati ma non ricavandole da rientranze, bensì costruendo delle sporgenze che, oltre ad essere assolutamente inutili, restringono stabilmente la carreggiata, sottraggono esse stesse posti utili alla sosta e costituiscono insidia per la sicurezza della circolazione (infatti a dx. ed a sn. dell’automobilista non scorre una linea continua di marciapiede ma delle pericolose “punte” sporgenti).  Il medesimo perverso intervento è stato effettuato in via Notarbartolo recentemente, ove con analoghe sporgenze dal marciapiedi si è ristretta la carreggiata, portato via dei posti di parcheggio ed inoltre inibito il “rientro a destra” degli autobus alle fermate, per cui quando questi sostano per il servizio ai passeggeri, tutte le macchine devono a loro volta fermarsi dietro di essi formando una coda.

Vie d’accesso all’Ospedale Civico: da quando è stata costruita la stazione della metropolitana Orleans è stata fatta una rivoluzione rispetto al passato con la chiusura di alcuni collegamenti tra carreggiate (viale delle Scienze) e la costruzione di vari marciapiedi divisori, occupanti spazi viari, che creano delle sporgenze pericolose, restringono le strade e  realizzano nel complesso un ostacolo gravissimo aggiuntivo rispetto al passato per chi deve raggiungere l’Ospedale. Ed ancora, nella medesima zona, Via Porta Mazzara (parallela a via Re Ruggero) ove prima dei lavori per la costruzione della Stazione Orleans era possibile parcheggiare, in seguito ai detti lavori la strada è stata ricostruita senza alcun motivo molto più stretta e non è quindi più possibile il posteggio. Lo stesso è avvenuto in via Nazario Sauro dove, nel rimettere a posto il giardino esistente, la strada che lo fiancheggia, lungi dall’essere stata ampliata, così come sarebbe stato possibile facilmente, è stata addirittura ristretta con un ampio marciapiedi ove non è previsto il passaggio di alcun pedone, e che però impedisce la sosta delle macchine.

Divisorio di via Lanza di Scalea: lo si è costruito largo ben oltre il necessario, restringendo la carreggiata.

Via Porrazzi, costruzione di un inutile sottilissimo marciapiedi che restringe la strada ed impedisce il parcheggio.

Via Venere, ove è stata abolita la possibilità di parcheggio a causa della posa di cordoli per la creazione di piste ciclabili su entrambi i lati senza aver fatto un preventivo studio sulla entità del traffico ciclistico (nella realtà molto esiguo) che giustificasse la sottrazione di più di 100 posti macchina, per giunta inutilmente in quanto tali piste sono divenute già dopo pochi giorni prevedibilmente impraticabili per la sporcizia, ovviamente eterna, che vi si raccoglie.

Di esempi come questi se ne possono trovare a bizzeffe ovunque e di conseguenza mentre gli ingorghi trionfano, il traffico è in continuo peggioramento e la circolazione e sosta delle macchine un disastro.Tutto lascia pensare che vi sia una diabolica regia che intende peggiorare la viabilità ed il parcheggio, concertando a tal fine tutti gli elementi possibili e mantenendosi ai margini della legalità.

E non va certo meglio se ci si sofferma sui mezzi pubblici! Infatti con questi va abbastanza bene soltanto se il posto da raggiungere è servito dalla linea 101 che funziona realmente ; ma è l’unica ! Da sempre è stata la sola a funzionare, forse perché la si potesse esibire emblematicamente ( ! ) ; tutte le altre sono un disastro. Si dirà per il traffico; ma 20 anni fa era lo stesso e 40 anni fa? Quando il traffico era modestissimo? Lo stesso. L’autobus non passava e non passa  “mai”!

Il motivo infatti non è il traffico (che pure c’entra) ma è l’organizzazione incredibilmente mai migliorata, sempre impastoiata, con orari approssimativi, scarsa motivazione del personale, inadeguatezza dei mezzi numerica e spesso anche “volumetrica” – autobus lunghissimi in strade strette -.

Le molte corsie preferenziali, poi, consentono senz’altro l’istituzione del tanto caro divieto di sosta ma non sempre riescono ad impedirla, visto che il drammatico bisogno di parcheggio induce i disperati automobilisti ad occuparle lo stesso in mancanza di alternative di posti auto che la corsia preferenziale stessa ha acuito e di cui nessuno sembra prendersi cura. Inoltre le corsie preferenziali non sono certo senza conseguenze sul traffico generale in quanto restringono le sedi stradali già insufficienti contribuendo ad ostacolare ancor più la circolazione (si pensi alle vie Libertà e Roma ove sono bilaterali).

Di conseguenza per un autobus che “non passa mai” e sul quale nessun cittadino può fare alcun affidamento, si deve patire il costante restringimento stradale e la sottrazione del parcheggio sempre: festivi, feriali ed anche quando le corse non sono ufficialmente previste, cioè la notte!

Riepilogando, l’analisi delle situazioni descritte (se ne potrebbero citare moltissime altre) induce ad ipotizzare l’esistenza di un progetto che intende orientare la mobilità in un  qualche senso piuttosto che in altri. Forse si vorrebbe sollecitare il maggior uso dei mezzi pubblici? Bene, ma lo si faccia migliorando il servizio e non rendendo questo competitivo peggiorando artatamente l’uso delle macchine e facendo di tutto per rendere impossibile la vita agli automobilisti.

Ed allora, in questo momento di rinnovo dell’amministrazione comunale, è indispensabile che ciascuno  ponga con forza ai politici istanze di chiarezza nei confronti di questo aspetto importantissimo della  vita cittadina. La politica del traffico che si prefiggono gli amministratori non può essere quella dei dilaganti divieti di sosta posti molto spesso al solo scopo di poter elevare le contravvenzioni, e non può essere quella di ostacolare deliberatamente il traffico privato per far divenire quello pubblico competitivo a zero spese. Ed inoltre entrambi, il pubblico ed il privato, come  ricordato in premessa, sono titolari di diritti  equivalenti e gli uffici del traffico che favoriscono l’uno a spese dell’altro tradiscono il loro mandato istituzionale.

Come ultima notazione,  i politici  non dimentichino inoltre che una viabilità non curata, ma bensì ostacolata con così vistosa evidenza, pesa drammaticamente sull’immagine che la città trasmette di sé stessa ai visitatori! Che le bellezze di Palermo non continuino quindi ad essere offuscate dall’inferno del traffico e dei divieti che ormai costantemente segnano la città nella memoria dei turisti.

Si richiede quindi con determinazione che venga posta in essere una reale ed efficace politica del traffico che preveda preliminarmente la rimozione di tutti quegli ostacoli in atto deliberatamente, scandalosamente disseminati per la città.

Autore dell'articolo: Antonino Carolina

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