Il parroco di Bibiana sfrutta la legge per il suo business

Pubblicato il: 2 agosto 2014 alle 6:00 am

Visite: 4842

Ci ha scritto Raffaella Palmero da Bibiana (Pinerolo – Torino) per segnalarci l’ennesimo incredibile scandalo di questa Italia in preda alla più sfrenata follia.

Raffaella, per documentare meglio il problema, ci ha inviato anche questo articolo pubblicato su “La Stampa” del 28/7 u.s. (cliccate qui per leggerlo).

Riepiloghiamo il fatto, anzi il fattaccio: Viene costruito a Bibiana un nuovo asilo pubblico per i circa 100 bambini del paese da “affiancare” al vecchio asilo parrocchiale, un tempo gestito dalle suore e oggi da personale laico ma sempre sotto la direzione del parroco del paese Don Ermanno Martini.
Il Comune spende nell’operazione oltre 350mila euro, i Fondi Regionali per l’edilizia scolastica contribuiscono con 500mila euro e I Fondi Europei ci mettono 388mila euro; alla fine in tutto viene speso circa un milione e mezzo di euro per una costruzione nuovissima, attrezzatissima e pronta per l’uso che però resta “ferma con le quattrofrecce“, come direbbe Brumotti nella trasmissione televisiva dei nostri “cugini di informazione alternativa” (Striscia la Notizia), semplicemente per il “veto” del signor parroco.

Una legge regionale, certamente fatta a suo tempo “ad hoc” per qualche analoga situazione e per garantire “privati-amici degli amici”, stabilisce che non si può aprire un secondo asilo paritario nello stesso Comune dove già ne esiste uno, senza il nulla osta della precedente struttura. Il parroco si fa forte di questa normativa e tiene sotto scacco il Sindaco Giorgio Crema che dichiara: “Abbiamo dovuto accendere un mutuo che ha prosciugato le casse comunali, e ora rischiamo di avere una cattedrale nel deserto, è uno spreco di denaro pubblico“.
Il Don Martini, dal suo canto, lamenta (piagnucolando per “avere sulle spalle una responsabilità troppo gravosa per lui”): “Per anni abbiamo fatto investimenti, qui lavorano otto persone. Certamente, se si aprisse una seconda scuola saremmo danneggiati“.

Cara Raffaella, se non fossimo sicuri che si tratti di una storia vera avremmo pensato, a una prima lettura dei fatti, di essere di fronte a un nuovo episodio di Peppone e Don Camillo. Non sappiamo se il signor Crema (Peppone) sia del PD, ma siamo certi che il Don Camillo della situazione (Don Ermanno Martini) non riesca assolutamente a parlare con Dio come faceva l’attore Fernandel nella nota saga cinematografica.
Dio gli direbbe che la Chiesa non “investe” denaro in attività lucrative e che per “difendere” otto persone attualmente impegnate nel suo vecchio asilo lui “affossa” forse altrettante persone che potrebbero lavorare nella nuova struttura che lui ha bloccato.

Dio gli direbbe, ma certamente anche lo stesso Papa Francesco (che dovrebbe essere edotto su questo increscioso episodio), che la Chiesa non deve fare “business” a tutti i costi, che il “profitto” sia lasciato a chi ne è estraneo, che le famiglie, in un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo tutti noi italiani, ha il diritto di risparmiare buona parte dei circa 140 euro mensili della retta “privata” prevista dal “suo” asilo. Caro Don Camillo versione 2014, Dio non ti parla perché non meriti che ti parli, piegare le leggi a proprio favore non è degno di un amministratore pubblico, figuriamoci di un pastore di anime come dovresti apparire tu al Padre Eterno e ai tuoi parrocchiani.

Un ultimo consiglio a Raffaella (che ovviamente è una delle mamme interessate al nuovo asilo) e al Peppone di Bibiana (che ci sembra tuttavia privo del nerbo politico e della grinta del suo predecessore impersonato dal compianto Gino Cervi): 388mila euro sono stati versati dalla Comunità Europea che non aspetta altro che sanzionare a colpi di milioni di euro i membri che utilizzano male o addirittura sprecano i fondi comunitari; la Regione e il Governo Italiano non possono certamente correre questo rischio e troverebbero subito una soluzione per sbloccare la faccenda mettendo un bel tappo sulla bocca di Don Camillo imponendogli di sottoscrivere “obtorto collo” il tanto sospirato nulla osta.

Autore dell'articolo: admin

2 commenti su “Il parroco di Bibiana sfrutta la legge per il suo business

    Raffaella P.

    (02/08/2014 - 18:00)

    Ragazzi grazie del Vs articolo. Siete stati grandi! Vi scrivo per dirvi che la scuola a settembre aprirà! Abbiamo vinto!! Grazie mille! Buone vacanze. Saluti.
    Raffaella

    admin

    (02/08/2014 - 18:11)

    Probabilmente i tempi erano già maturi per la risoluzione del problema anche senza il nostro articolo. Tutto è bene quello che finisce bene…. tuttavia un pensiero va a certe “leggi” che andrebbero cancellate senza alcuna indecisione perché discriminatorie e/o indirizzate verso interessi di certi “privati”. Sono normative che diventano vere e proprie armi, da maneggiare “con cura” e soprattutto col buon senso.

Lascia un commento

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.