Gli schiavi del terzo millennio

Pubblicato il: 14 agosto 2014 alle 6:00 am

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Siamo abituati a pensare, per deformazione culturale e luoghi comuni, che la schiavitù sia una piaga dell’umanità ormai cancellata da tempo, almeno nelle regioni del pianeta considerate più evolute e civilizzate.

Ma non è così, anzi è vero l’esatto opposto: nel mondo siamo TUTTI ridotti in schiavitù.

Si tratta di tipi di asservimento diversi rispetto alla servitù ufficialmente abolita con la guerra di secessione americana, ma resta comunque una condizione di profonda dipendenza che, nel terzo millennio, si è estesa all’intera umanità seppur in forme diversissime fra loro.

C’è la schiavitù dalle droghe, dall’alcol, c’è quella del sesso, quella da protagonismo (fra le dipendenze più pericolose perché spinge chi ne è soggetto a compiere di tutto pur di farsi notare, mettendo in pericolo se stesso e il suo prossimo), esiste pure una sottomissione da evoluzione tecnologica, che induce la gente a tenersi “sempre aggiornata” con i modelli più recenti di prodotti elettronici, primi fra tutti i telefoni cellulari, spendendo così interi “patrimoni” per riempirsi i cassetti di apparecchi ancora buoni, ma “ufficialmente” obsoleti.

Se ci pensate un momento, il numero di queste “dipendenze” è praticamente infinito e non trova confini né limitazioni nelle età, nelle appartenenze etniche, nelle generazioni, nelle culture ecc. ecc.

Queste schiavitù, che spesso chiamiamo in modi diversi (manie, malattie, patologie, esasperazioni, fobie, ecc.) ma tali restano nella pratica, sono “pilotate” dagli schiavisti del terzo millennio: le multinazionali.

Organizzazioni tiranniche, ciniche, volte esclusivamente al profitto a qualsiasi costo. Le peggiori, quelle più spietate, sono quelle che operano nei campi farmaceutici, alimentari, e informatici.

Un esempio per tutti lo riscontriamo nel settore dei personal computer e della telefonia mobile. Avete notato quanti aggiornamenti arrivano quotidianamente sui vostri apparecchi? Quante volte vi costringono ad adeguare, se non cambiare del tutto i sistemi operativi? State tranquilli che non è per il vostro bene, o perché hanno scoperto chissà quale “innovazione epocale” da inserire nei vari software da modificare… è tutto “studiato” solo per schiavizzarci sempre più.

Ultimo esempio al riguardo è quello della Microsoft Corporation, che ha abbandonato il proprio vecchio sistema operativo XP per “imporre” il nuovo Windows 7. Scelta dettata dal mercato, va bene, ma perché “costringere” miliardi di persone nel mondo a passare all’ultimo sistema? Chi si terrà infatti XP verrà certamente bombardato da innominabili programmi di sabotaggio, spediti nell’iperspazioweb da individui “misteriosi”, ma dei quali tutti noi possiamo facilmente immaginarne la natura, l’origine e le motivazioni.

Non pensiate tuttavia che la Apple sia da meno. Il colosso informatico di Cupertino prima si differenziava per correttezza nei confronti dei propri clienti, ma dopo la morte di Steve Jobs, si è perfettamente allineata con le “porcherie di mercato” già adottate dalla Microsoft e da Bill Gates.

Di altre schiavitù non occorre neanche parlare perché le conosciamo tutti:

i politici schiavi delle lobby;

– i migranti schiavi delle organizzazioni malavitose, ma anche delle loro stesse speranze;

– i popoli europei schiavi di un preciso piano di accentramento di comando e di potere;

– gli estremisti (di qualunque estrazione essi siano) schiavi di un’idea, giusta o sbagliata che sia.

Insomma l’unica cosa che ormai è impossibile trovare su questo nostro pianeta Terra è “la libertà”, un bene che abbiamo perso, forse per sempre.

Autore dell'articolo: Sergio Figuccia

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