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In “media” stat collusionem

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I media, come si chiamano oggi i mezzi di informazione di massa, ci seppelliscono quotidianamente di notizie dello stesso tipo studiate appositamente per tenerci all’oscuro di tutto quello che avviene “dietro le quinte” di un sistema politico corrotto ormai fino al midollo.

Fa scoop l’assassinio di un bambino perché genera sconcerto e indignazione nel popolo, ma perché parlarne ogni giorno invadendo la privacy di chi vive nel paese che è stato la “scena del delitto“, perché disturbare gli inquirenti con centinaia di inutili interviste e proponendo pseudo-soluzioni del caso che alterano il corretto svolgimento delle indagini?

La realtà è che le notizie anti-sistema, quelle che disturbano “la quiete” del potere e il lento scorrere delle “torbide” acque del fiume sotterraneo chiamato “malgoverno” non vengono assolutamente divulgate alla massa popolare che potrebbe trarre conclusioni magari sovversive e “pericolose” per le lobby che dettano legge nel “palazzo” e che purtroppo oggi comandano indisturbate l’intera nazione.

Giornali e televisioni preferiscono così, in assenza di nuovi delitti o di cronaca nera più “fresca”, preferiscono ripetere fino alla nausea sempre le stesse notizie dei giorni precedenti, approfondendo i singoli casi, entrando più in merito nei fatti che ancora neanche si conoscono, ipotizzando e infangando tutti e tutto pur di distogliere la nostra attenzione verso altri lidi, altre questioni.

L’opinione pubblica viene così “plasmata” a piacimento da chi non ha alcun interesse a divulgare ciò che potrebbe nuocere ai propri interessi generando malumori crescenti nella popolazione fino al punto di non poterli più controllare.

Giornali e televisioni fanno così il gioco “sporco” e la grande massa della gente non se ne accorge; potremmo dire oggi, parafrasando il famoso detto latino “in medio stat virtus” (la virtù sta nel mezzo)  che: “in media stat collusionem” (la collusione sta dentro i mass media).

Fortunatamente però fa ancora eccezione il web, la cosiddetta rete, internet insomma, perché spazio ancora parzialmente libero da condizionamenti e da “fili” invisibili gestiti dai soliti pupari.

Nella rete, per esempio, sono facilmente visionabili video come quello che vi propongo (YouTube, Facebook ecc.) che mettono a fuoco (magari fosse vero nel senso letterale della parola!) problematiche occulte delle quali si parla pochissimo in tv.

Questo è il caso del “conflitto di interessi” all’interno del parlamento che Renzi aveva promesso di risolvere in pochi giorni e che invece, nonostante varie proposte presentate, sta ancora lì a fare sfoggio della propria schifezza morale.

Il deputato del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista, ne parla in questo video da seguire attentamente qualsiasi sia la propria appartenenza politica.

 

Autore dell'articolo: Sergio Figuccia

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