L’informazione che disinforma

Pubblicato il: 9 marzo 2015 alle 12:22 pm

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Non finiremo mai di rilevare quanto può risultare falsa e ingannatrice l’informazione, sia essa pubblica che privata, diffusa da stampa e media.

Servizi televisivi montati “ad hoc” per far credere ai telespettatori l’esatto contrario di quello che è avvenuto (comizi contestati che diventano successi di pubblico, scontri di piazza trasformati in allegri cortei popolari, vecchie immagini di repertorio spacciate per attuali ecc.), titoloni a caratteri cubitali che evidenziano una parte della notizia stravolgendone il reale significato, falsità derivanti da goliardate di mitomani esaltati spacciate per eventi reali, senza effettuare, prima della pubblicazione, alcun controllo sulla loro veridicità per poter fare scoop giornalistici, c’è “tutto e di più”, proprio come lo storico slogan della rai.

Vi vogliamo mostrare, come caso esemplificativo, quello che ha fatto il quotidiano on line “repubblica.it” a proposito del “caso Caronia”.

Guardate la foto della pagina web che riportiamo così com’è stata pubblicata.

 

Come saprete il “fenomeno” dei fuochi improvvisi scoppiati a Canneto di Caronia risale a una decina di anni fa.  Dopo un breve periodo di interruzione sono poi ripresi di recente.

Ebbene la notizia della scoperta dei responsabili si riferisce solo ai fuochi del secondo periodo, non al primo che, a tutt’oggi, non sembrano avere ancora alcuna spiegazione logica, anche se sembrerebbero essere “compatibili” (ma questo non vuole dire che siano certamente di questa natura) con “possibili” matrici umane.

Il titolone in alto (vedi prima freccia rossa prima del titolo) “Canneto di Caronia, i fuochi misteriosi erano finti” accomuna alla stessa “soluzione” sia quelli originali, ancora inspiegabili e inspiegati, a quelli sviluppatisi recentemente e attribuiti invece ad alcuni residenti del posto.

Solo con caratteri molto più piccoli in azzurro e in fondo alla pagina (vedi seconda freccia rossa in basso) viene specificato “almeno nella seconda tornata di incendi”, correggendo dunque in modo inadeguato la prima sensazione che il lettore riceve inevitabilmente leggendo il grande titolo introduttivo che cattura maggiormente l’interesse dei visitatori del sito.

Non vi sembra che questi “mezzucci” siano indegni di quel “diritto all’informazione” che la casta dei giornalisti continua a sbandierare quando qualcuno cerca di limitare la “manipolazione dell’opinione pubblica”?

Non sarebbe corretta l’applicazione di un codice deontologico che permetta di sanzionare a dovere  certi giornalisti come gli atleti che si dopano? In fondo questa loro cronaca non può essere anch’essa definita “dopata”?

Autore dell'articolo: admin

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