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Riforme, riforme, riforme, riforme…..

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“Mancano le coperture”, “occorre fare le riforme”; queste le frasi che periodicamente sentiamo ripetere durante i tg o che leggiamo sui giornali.

E’ il tormentone derivato dall’avvento dell’euro e dalla “necessità“, puramente virtuale imposta dalla strampalata regola economica comunitaria sulla parità di bilancio, di trovare per ogni spesa una adeguata entrata uguale o, ancora meglio, superiore. Lo stato quindi non “muove un dito” se non riesce a guadagnarci su “qualcosa”, di qualsiasi cosa si parli.

E’ questa la “nuova legge fondamentale della comunità europea“, la reale occulta essenza della spinta alle “riforme” che ossessiona da anni l’economia del vecchio continente in conseguenza delle demenziali e reiterate dichiarazioni della piccola oligarchia usuraia che l’amministra.

RIFORME“. Quella maledetta odiata parola ci riempie le giornate, riecheggia costantemente nei nostri timpani quasi fosse un acufene indotto da coloro che ci stanno stravolgendo la vita, è la noiosa cantilena che funge da “lavaggio del cervello” per tutti coloro che non hanno avuto il coraggio o l’opportunità di fuggire in tempo dall’europa e di trasferirsi magari anche in Australia o in Canada pur di allontanarsi da questa follia denominata “euro“.

Non c’è occasione, riunione, assemblea di livello “europeo” nella quale non si pronunci almeno una volta la parola “riforme“, e il concetto si è propagato nelle povere teste dei nostri politici come fosse un virus, il contaggio si è diffuso più velocemente dell’ebola o dell’hiv. Tutti parlano di “riforme” quasi con gioia, con entusiasmo, come se le “riforme” fossero la panacea di tutti i nostri mali.

Ma riformare significa cambiare, e se tutto deve essere sottoposto a “riforma” vuol dire che tutto quello che abbiamo fatto prima, per centinaia di anni, era fatto male, tanto da dover essere tutto cambiato. Ma allora com’è che abbiamo vissuto meglio? Com’è stato possibile che tutto ciò in cui credevamo e che abbiamo deciso di adottare come regole per il nostro paese ci ha permesso di stare bene, di poter scorgere un futuro per i nostri figli, di poter rendere “vivibile” l’Italia?  Se tutte queste “riforme” stanno “riformando” ciò che andava bene prima, cosa possiamo aspettarci “dopo”?

La realtà, quella che non vi hanno detto, quella che serpeggia in silenzio fra i membri del parlamento di bruxelles ogni qualvolta si riuniscono, è che le tante “osannate” riforme non sono altro che un impegno, “sottoscritto col sangue” dagli adepti strapagati della “setta europea” che ci “domina”  (non “che ci governa“), di trovare sempre nuove “forme” di profitto a danno delle popolazioni europee più deboli.

La celebre scusa del rientro dal “debito pubblico“, l’alibi col quale la “premiata ditta merkel & c.”  ci sta massacrando gli “auricolari padiglioni” dal 2008, è aumentato costantemente fino ad arrivare agli attuali 2.184 miliardi (il 132,6% del nostro pil), partendo da quei 1.897 miliardi giudicati insostenibili nel 2011 per poter permettere l’avvento del “tecnico monti” alla guida (si fa per dire) del “carrozzone Italia“. 

Spiegatemi come mai ora, che abbiamo 2.184 miliardi di debito pubblico nonostante le “riforme” montiane e renziane, le cose vanno meglio, la recessione è finita, il pil è in crescita, la “crescita” è ripartita, lo spread è sparito e non se ne parla più, e le agenzie di rating ci hanno promosso da “spazzatura +++” a “carta igienica a doppio velo di tipo AAA” …. allora il vero problema non era il debito pubblico!  Allora ci stanno prendendo per il “lato BBB“!

Una cosa però non è cambiata:  la solita solfa sulla endemica mancanza di soldi nelle tasche del nostro governo.

Quindi, per quanto detto in precedenza e per le “riforme” già applicate sulle regole di bilancio, per qualsiasi variazione si voglia fingere di fare in favore del popolo (diminuzione delle tasse, aumento delle pensioni minime, reddito di cittadinanza, abolizione della legge fornero ecc. ecc.) mancano sempre le “coperture”.

Ma la verità forse è ben diversa. I soldi non mancano, le “coperture” ci sono, lo stato italiano non ha alcun problema di denaro ….. altrimenti non avrebbe come pagare i vitalizi ai parlamentari di primo pelo, le pensioni che vanno oltre i trentamila euro mensili (e sono tante), gli stipendi ai senatori a vita che se ne stanno a casa, i costi per acquistare gli F35, le scorte inutili ai politici falliti, le auto blu per migliaia di deputati nazionali e consiglieri regionali, le remunerazioni per 900 elementi della casta parlamentare che nessuno riesce a dimezzare numericamente ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc.

Insomma i soldi ci sono, mancano solo quelli da destinare a chi non ce li ha.

Ma il governo sta provvedendo a varare nuove riforme; per trovare le “coperture”? – direte voi – Assolutamente no, solo per ottenere opportune scuse per nuovi business ai nostri danni, proprio in linea con quello che chiede la comunità europea.

Autore dell'articolo: Sergio Figuccia

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