Tag:, , , , , , ,

Giornalismo approssimativo e pericoloso

Visite: 1341


Spesso i giornalisti italiani, forse per mania di protagonismo, vuoi per quel sensazionalismo che caratterizza ormai tutta la stampa e i media, magari per ignoranza che non manca mai anche fra i professionisti, urlano i “titoli” dei loro articoli senza alcun ritegno e pur di ottenere l’attenzione dei telespettatori sono disposti a rischiarne anche le coronarie.

Nanni Moretti in un suo noto film diceva “le parole sono importanti”, e noi aggiungiamo che sono anche “pesanti”; chi fa il mestiere di “divulgatore di notizie” (cronista) dovrebbe “pesare” ogni propria parola prima di lanciarla “contro” milioni di ascoltatori. “Pesare e pensare prima di parlare” dovrebbe essere questo il codice deontologico del buon giornalista, ma purtroppo non è così. Principalmente, per il giornalismo d’assalto, occorre “colpire” i telespettatori, anche con parole che sono “pietre”, anche a rischio di rendere ansiogeno e insopportabile l’ascolto di un tg. Non per niente altre televisioni alternative trasmettono con successo, nelle fasce dei tg nazionali, cartoni animati o video clip che sembrano risultare “isole felici” per tutti quei telespettatori che fuggono dal terrore indotto dai telegiornali; quindi questa strategia non è neanche “vincente”, anzi forse è persino controproducente. Ma i “testoni”, che si ritengono padroni assoluti dell’etere comunicativo, continuano inesorabilmente a strillare le loro notizie nel peggiore e più scorretto dei modi.

Ci è pervenuta, per esempio, questa lettera da una nostra lettrice che vuole mantenere l’anonimato:

Buongiorno, considerato ormai un punto fermo ossia il fatto che il giornalismo è caduto a semplici svolgimenti di tema simili a compiti in classe delle scuole superiori, con la stessa mediocrità di chi deve scrivere qualcosa su un foglio per forza, senza sapere neanche di che si tratta, è da rilevare anche una certa ignoranza nell’utilizzare certi termini. Di casi ce ne sarebbero tanti da elencare ma mi riferisco in particolare alla notizia sulla caduta di un aereo della PATTUGLIA ACROBATICA.  Sono una parente di chi vola nella vera PATTUGLIA ACROBATICA ITALIANA e mi chiedo chi mi restituirà quegli istanti di vita che ho perso quando ho letto per la prima volta la notizia di uno scontro fra aerei della pattuglia acrobatica, chi li restituirà a me e ai parenti in attesa di notizie? 

Se si utilizzassero i termini esatti, tipo scontro fra ultraleggeri, si sarebbero evitati momenti di grande panico e terrore soprattutto per chi sa che in quello stesso cielo si sarebbe esibita la PAN.  Chiedo che ci sia una maggiore correttezza nell’utilizzo dei termini e nella chiarezza delle informazioni, cercando di capire che a casa c’è gente che aspetta e si preoccupa e vive di informazione televisa prima di tutto.  Non dico che ci debba essere una conoscenza tecnica dei velivoli ma si sa che in Italia per pattuglia acrobatica si intendono le Frecce Tricolori. Sarebbe bello se ci fosse più giornalismo di qualità ma dato che questo è uguale a voler dire, sarebbe bello ci fossero politici onesti, io chiedo che ci sia almeno più attenzione nell’informazione, avendo anche il buon senso di utilizzare i termini appropriati per tutelare anche la serenità di chi ha la sfortuna di leggere certi articoli giornalistici prima di sentire i propri cari.”

Non possiamo che dare pienamente ragione alla nostra amica, le concediamo anche la nostra più sincera solidarietà per la paura mediatica che ha dovuto subire, ma siamo pienamente convinti che il suo appello alla serietà e alla competenza dei giornalisti cadrà inesorabilmente nel vuoto, proprio come quel piccolo aereo leggero che della Pattuglia Acrobatica non era. Viviamo in un’epoca nella quale la moderazione, la serenità e l’equilibrio non sembrano essere più dei valori adatti al “mercato globale” dove contano invece la competitività, l’aggressività e l’estremo, per poter seminare sgomento, paura e sensazioni forti, ma soprattutto per “farsi notare” nella giungla della “comunicazione”….. non pensate che su questo concetto l’isis ci abbia costruito la sua ascesa mediatica?

 

Autore dell'articolo: admin

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.