Invalidi calpestati e condannati ai “lavori forzati”

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Lo “sport” più diffuso fra gli italici “politicanti” è calpestare i diritti dei lavoratori. Più ne schiacciano e più loro si esaltano, d’altra parte i “politicanti” non sono certo lavoratori e gli “intoccabili” benefici pensionistici li hanno acquisiti una volta che sono riusciti a sedersi sul quel loro trono rosso piazzato al parlamento. Tutti gli altri esseri umani possono dunque essere bistrattati a piacimento.

Un nostro lettore di Biella, Antonio Montoro, lotta da anni per aver riconosciuto un suo sacrosanto diritto alla pensione al quale non riesce ad accedere. Più precisamente ci scrive:

“Il dolore e l’indifferenza. Invalidi senza lavoro e pensione. Lo Stato riconosce il collocamento mirato per coloro che hanno un’invalidità compresa tra il 46 il 74 per cento ma non prevede alcuno sconto/beneficio per avere diritto alla pensione.

A fronte della crisi economica un invalido ultracinquantenne non troverà mai un’occupazione. Per l’invalido che invece lavora pretendere che lo faccia fino a quasi 70 anni è una vera crudeltà.

Quando si parla della nuova riforma pensionistica (che dovrebbe essere varata per correggere le aberrazioni della legge fornero e non certo per peggiorare ulteriormente l’attuale situazione di pensionati, pensionandi, esodati e lavoratori italiani) che il Governo si ricordi di questa categoria che, nella flessibilità in uscita, dovrà essere tenuta in considerazione senza troppe penalizzazioni.

Che il Governo ci metta nelle condizioni di vivere con dignità.”

Inutile commentare quanto ci ha segnalato l’amico Antonio, anche perché, diciamolo pure, appare veramente demenziale, ottusa e insensata l’idea di recuperare “briciole” raschiando il fondo della teglia, quando ci sono tonnellate di pane a disposizione, insomma possiamo dire, meno metaforicamente, che lo stato deve cercare i soldi dove si trovano effettivamente, cioè nelle tasche dei ricchi personaggi della casta e non nei miseri salvadanai di un popolo già impoverito dalla infami imposizioni della comunità europea e dalle colluse persecuzioni fiscali dei vari governi italiani su anni. Levare persino il diritto ad una vita dignitosa agli invalidi, oltre che immorale appare indegno per una democrazia che si professa civile ed evoluta.

 

Autore dell'articolo: admin

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