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Apri una partita iva?: in bocca allo sciacallo!

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Ecco l’ennesimo esempio di quanto lo stato italiano sia sciacallo.

I giovani che tentano di intraprendere un’attività lavorativa in proprio nella terra dove sono nati, invece di migrare in altri paesi “più civili”, vengono immediatamente assaltati e morsi a sangue nel loro portafoglio ancora vuoto, da una bestia assetata di denaro che ancora deve essere guadagnato.
Lo stato, che poi in democrazia dovremmo essere tutti noi stessi e non qualche migliaio di incapaci e corrotti ladroni che si arrogano il beneficio strapagato di governarci, si atteggia a “mafia” pretendendo subito, all’avviamento di una qualsiasi attività d’impresa o artigianale, un insensato “pizzo” che in molti casi fa naufragare prima del tempo, e proprio al momento del varo, moltissime (se non tutte) le iniziative che non hanno alle spalle una copertura finanziaria sufficiente a sopportare l’assalto famelico di un fisco scriteriato e assassino.
La cosa più ridicola, se non proprio IDIOTA, è che in questo modo il governo pretende di far “crescere” l’Italia e farla “ripartire” vantandosi, tramite la persona che lo rappresenta, di aver operato al meglio per favorire i giovani che si avvicinano al mondo del lavoro.

Con la nuova “legge di stabilità” (in vigore dall’1 gennaio 2015), che “stabilisce” solo lo sfruttamento e la precarietà del lavoro, vengono resi più “stabili” solo gli incassi dello stato sciacallo. Per i giovani non c’è più il regime fiscale agevolato e alla fine i più danneggiati fra i contribuenti sono proprio loro, fermo restando la totale mancanza di tutele per tutte le categorie di lavoratori in proprio (ferie, maternità, ammortizzatori sociali ecc.).

Fino ad oggi i giovani (fino ai 35 anni) potevano usufruire del regime fiscale dei minimi, in cui si pagava un 5% di Irpef e il 28% di Inps (nel caso della gestione separata) per un totale di 33% di tasse sul reddito, anche se tecnicamente gli importi Inps sono contributi e non tasse, ma alla fine, come diceva Totò “è la somma che fa il totale”. Inoltre a questo “totale” del 33% occorre aggiungere l’acconto sulle tasse dell’anno successivo che equivale all’incirca a un terzo delle tasse appena pagate.
Per quanto “vampiresco” questo regime era comunque sopportabile, ma, come detto in precedenza, proprio in quanto tale “si è provveduto a farlo sparire definitivamente”, non sia mai che lo stato sciacallo faccia “opere di bene”, le celebri “riforme” previste e imposte dall’unione europea non accennano minimamente a migliorie per il popolo, anzi, devono costituire esclusivamente aumenti di introiti per lo stato, con la conseguenza, fortemente voluta e ricercata, di un continuo impoverimento economico della massa dei contribuenti, ivi esclusi ovviamente i maledetti elementi della “casta”.
A questo punto non vi chiedete mai come intenda aumentare questi suoi introiti lo stato sciacallo con il contemporaneo decremento del numero delle “carogne” da divorare, non è dato saperlo, perché il “cervello” di chi ci governa non ha la capacità di comprendere questo “problema matematico”, anche se si tratta di “cervelli bocconiani”, proprio quelli che avremmo voluto tanto fossero migrati all’estero.
Loro, i cervelli bocconiani e consimili si intende, succhiano e sbranano per istinto animale e per eurocomando, non si pongono minimamente il dubbio che le fonti del loro approvvigionamento possano, magari a medio termine, drasticamente diminuire per la fuga dei giovani lavoratori in altri lidi e per eccessiva famelicità fiscale …. loro non pensano, divorano e basta.

Riassumendo, in una selva di regole e regolette, pali e paletti, vincoli e “vi-inculetti”, la nuova legge “di stabilità” porterà il prelievo fiscale per tutte le categorie dei lavoratori autonomi al 50/60%, praticamente come se fossero lavoratori dipendenti, ma illudendo inizialmente chi “ne mastica poco” della materia di poter usufruire di qualche beneficio nascosto fra le righe di questa ennesima mostruosità amministrativa, nella realtà, ad ogni apparente beneficio coincide un “paletto” che lo elimina, proprio come l’unica arma che uccide i vampiri: il paletto di legno.

Autore dell'articolo: Iron Icman

Iron Icman

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