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L’obsolescenza programmata è reato

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Chi segue “Striscia la Protesta” forse ricorderà un mio articolo su questo blog del 28 luglio 2011 intitolato “Circuiti stampati a sorpresa” (cliccate qui per leggerlo).

Ipotizzavo che certe apparecchiature elettroniche potessero contenere, all’interno dei chip, veri e propri timer che a scadenze programmate facessero andare in tilt il prodotto, costringendo così il malcapitato acquirente a tornare sul mercato.
Le aziende, per vendere di più in questa società dei consumi che punta solo alla “crescita” continua, e per sconfiggere una concorrenza divenuta ormai planetaria, sono disposte a qualsiasi tipo di escamotage pur di piazzare le proprie mercanzie, anche a scapito della qualità a lungo termine del prodotto e della “correttezza” nei confronti dei clienti.

Il dubbio mi era sorto perché ritenevo poco probabile la coincidenza che molta produzione elettronica degli ultimi anni (telefonini soprattutto, ma anche frigoriferi, elettrodomestici, periferiche dei pc, ecc.) dovesse andare nel cestino della spazzatura subito dopo la scadenza della garanzia ufficiale. Una “stranezza” confermatami da tanta gente che, non potendo più far riparare la merce guasta, in quanto procedura non più conveniente dal punto di vista economico e pertanto causa della sparizione anche dei laboratori di assistenza, è stata “costretta” a ricomprare lo stesso articolo dopo appena tre/quattro anni di onorato servizio.
Le risposte dei negozianti erano sempre le stesse: “è una interruzione della scheda elettronica che deve essere cambiata interamente, ma viene a costare tanto quanto in prodotto nuovo …. quindi…”
Considerando che un timer programmato a tre anni può essere previsto già a monte della produzione all’interno di un circuito stampato, risultando pertanto praticamente invisibile …. chi mi rassicura che in questi articoli che “schioppano” a breve termine, rispettando tuttavia le date di scadenza della garanzia, non siano stati impiantati degli “interruttori” di questo tipo?

Allora qualcuno mi considerò un pazzo visionario, un appassionato delle “teorie complottistiche”, ma in molti il dubbio si sviluppò a dismisura, aumentando sempre più ad ogni nuovo caso riscontrato e fino a divenire certezza assoluta.

Oggi, (cliccate qui per leggere l’articolo correlato) “l’obsolescenza programmata” (così è stata chiamata questa truffa) è diventata reato grave in Francia e lo sarà a breve anche in Belgio, Finlandia e Olanda, ovviamente l’Italia si muoverà come sempre per ultima e solo dietro le solite pressioni, i dictat e gli ultimatum della comunità europea che, tra l’altro, è già pronta ad intervenire al riguardo già nel prossimo 2016.

Purtroppo è difficile dimostrare la edulcorazione in tal senso dei prodotti elettronici, ma se tutti coloro che subiscono questa sorta di angheria denunciassero l’accaduto, probabilmente le autorità competenti potrebbero trovare gli esperti capaci di scovare il dannato “pacman” nascosto dentro i nostri acquisti e condannare di conseguenza le aziende produttrici.

Un’ultima osservazione: ma il “genio” che si è inventato questa tecnica, oggi illegale, è proprio sicuro di aver incrementato così le vendite? Certamente non esistono più sul mercato prodotti che possano durare 50/60 anni come i vecchi frigoriferi dei nostri nonni, ma è altrettanto sicuro che il cliente che si vede “implodere” una lavastoviglie “FREX” dopo soli 3 anni, 26 giorni, due ore e quindici minuti primi, nello scegliere il nuovo elettrodomestico starà ben attento a cambiare marchio, buttandosi magari su una fiammante “WINCOOL”, o su una sofisticata ma meno economica “KARISTON” …. quindi per il “genio” dove sta il guadagno?
Vi sono tre possibili risposte al riguardo:

* Il “genio” è in realtà uno dei soliti manager contemporanei che si ritengono innovativi e furbi, e sono invece profondamente incapaci e irresponsabili, fanno rischiare grosso la propria azienda per guadagni improbabili, se non addirittura inesistenti.

* Tutte le componentistiche elettroniche hanno la stessa “matrice” e, se truffa c’è, è probabilmente a livello di “cartello” di tutte le aziende del settore.

* Molti marchi risultano essere stati acquisiti da altri, pertanto comprare una lavatrice “FIELEX” equivale a mettersi in casa una “IMBESIL” o una “SANSERGIO”, nomi diversi ma stesso conto economico per gli incassi. A questo punto i rischi di una scelta diversa all’acquisto successivo diminuiscono di molto.

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p.s.= si intende che i nomi delle aziende che ho indicato sono di pura fantasia, e la similitudine con marchi realmente esistenti è solo un gioco di cacofonia, non c’è alcun riferimento o allusione alle ditte che operano nei relativi settori industriali, che nessuno si offenda!

Autore dell'articolo: Sergio Figuccia

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