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Una grande presa per il cookie

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La più grande presa in giro della intera storia della Repubblica Italiana è la legge sulla privacy.

George Orwell aveva ipotizzato il controllo totale delle nostre vite nel suo romanzo (allora etichettato come “fantascienza“) “1984“. Ha solo sbagliato la data, ma per il resto il “Grande Fratello” (non la stupida trasmissione televisiva si intende) è riuscito alla lunga a prendere pieno possesso dei nostri dati privati e delle nostre esistenze.

Ma, come sempre, la parte peggiore in tutto questo la fa lo stato, che finge di proteggerci con una demenziale legge che, invece di rendere illegale il mercimonio dei dati privati dei cittadini, ne liberalizza di fatto lo sfruttamento con la semplice imposizione di un benestare sottoscritto dalle vittime di questo scempio.

Ed ecco dunque che se acquistate un bene di consumo o un servizio di qualsiasi genere dovete firmare la liberatoria se no l’operazione non va in porto. Una volta firmato il modulo sarete tempestati per leternità da pubblicità cartacea, telefonica, postale ecc. dei nuovi prodotti immessi sul mercato da quella stessa azienda con la quale avete avuto rapporti sventurati clientelari per fare il vostro acquisto, anche se una sola volta nella vostra vita.

Come se non bastasse giunge in questi giorni l’ultimo “parto geniale” sulla gestione dei cookie sulla rete internet. Per chi non fosse molto a conoscenza dei “segreti” della rete, precisiamo che un cookie è una specie di marchio che i siti web lanciano nei computer dei visitatori con l’intento (iniziale) di aiutarli nel collegamento, ma purtroppo in certi casi anche di spiarli nella navigazione per poi bombardarli di pubblicità specifiche per i loro gusti.
Non si impedisce dunque a questi siti furfanti, indubbiamente in mala fede, di bombardare con “cookie profilanti” i computer dei visitatori, per poi utilizzarli come “cavallo di Troia” per scatenare la tempesta di future promozioni pubblicitarie negli stessi pc dei poveri utenti, piuttosto si costringono (con sanzioni da 6.000 a 36.000 euro) TUTTI GLI ALTRI SITI ESISTENTI (blog compresi) a pubblicare in tutte le loro pagine interne l’avviso di come sono utilizzati i cookie.

Come dire: non viene vietata la caccia, ma chi la pratica è obbligato ad avvertire in qualche modo i cervi, le quaglie, i conigli o i cinghiali che il suo fucile sta sparando addosso a loro.

Un vero colpo di genio per illudere gli animali di essere protetti quando invece esiste un esercito, “armato fino ai denti”, che li controlla legalmente, pronto com’è a bombardarli senza alcun ritegno.

Insomma tutte le leggi sulla privacy sono fatte male, risultano facilmente eludibili semplicemente mettendo a conoscenza delle eventuali truffe i malcapitati cittadini, quando basterebbe rendere illegale l’utilizzo di certe armi informatiche di nuova generazione per effettuare una reale e corretta protezione della privacy dei cittadini. Ma lo stato italiano da quest’orecchio non ci sente: è costretto a emanare leggi (le celebri riforme) in proposito perché glielo impone l’unione europea, ma non vuole “scontetare” gli “amici degli amici” che lucrano proprio sfruttando questi metodi.
C’è tutto un mondo che gira intorno a internet e ai dati informatici in genere, un indotto di miliardi che sugge linfa vitale sulla pelle degli ignari utenti; buona parte dei call center, piazzati in mezzo mondo, per esempio, lavora sulle basi del “mercato” dei data base con nominativi di milioni di utenti che passano impunemente di mano in mano perché la “legge” non lo impedisce, anzi lo favorisce rendendolo legale con la obbligatoria sottoscrizione del famoso pezzo di carta dove viene notificata ufficialmente la “magagna da accettare” in pratica anche questa “obbligatoriamente”.
Oggi su internet sarà la stessa cosa con la faccenda dei cookie, con la differenza che qui non basterà il “pezzo di carta” per informare gli utenti, ma sarà necessario un insulso software, che genererà “simpatiche” (e assurdamente inutili) finestrelle informative su tutte le pagine dei siti, che costerà tantissimo ai titolari dei siti, arricchendo aziende informatiche già organizzate in merito.
Un business che viene fuori dal nulla e sotto la “benedizione” dello stato italiano sempre più all’attacco del popolo all’urlo “LE RIFORME …. LE RIFORME …. LE RIFORME!”

Autore dell'articolo: admin

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