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Pensioni sì, pensioni no …. la terra dei cachi!

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Lui “gioca” con le telecamere, sfoglia la margherita, promette e rimanda, oggi dice sì e l’indomani dichiara no, … tanto non sono problemi suoi se gli ultracinquantacinquenni invalidi e privati del lavoro non possono più vivere dignitosamente.

Dietro i già disastrosi effetti evidenziati in questi anni dalla pestifera legge fornero vi sono situazioni drammatiche che i media hanno volutamente trascurato, che i sindacati hanno ignorato e il governo, pur essendo stato sensibilizzato al riguardo, ha costantemente sottovalutato.

Nel recente passato abbiamo più volte pubblicato specifici articoli, anche sulla nostra pagina di Facebook, relativi a segnalazioni che ci hanno inoltrato nostri lettori in preda alla disperazione per essersi ritrovati, insieme ai loro handicap fisici, in una sorta di limbo (forse meglio parlare di “inferno”) che non prevede né lavoro né pensionamento, in pratica quello che è accaduto per gli “esodati”, ma aggravato da invalidità inferiore al 75% che non prevede l’accesso al trattamento INPS.

Gli invalidi che non sono “amici degli amici”, cui argutamente è stata attribuita una infermità del 74% invece del 75% (facile trovare “motivazioni” discrezionali che possano privare un inabile parziale di quel fatidico 1%) non sono “né carne né pesce”, non possono usufruire del pensionamento anticipato perché, gravati da una invalidità “insufficiente”, rientrano pienamente nelle modalità forneriane, e hanno perso magari il posto di lavoro proprio a causa del loro handicap fisico.

Caro signor renzi: perché farli soffrire tanto? Perché magari non propone al suo governo e alla sua maggioranza l’opportunità di “abbatterli a fucilate”?

A parte questa provocazione, che il nostro “beneamato” premier ci ha “costretto” ad avanzare con il suo continuo dilazionare della ormai necessaria “flessibilità in uscita”, occorre rivelare agli interessati cosa c’è dietro questa sceneggiata governativa.

Il pd è sceso paurosamente negli ultimi sondaggi statistici sul suo elettorato e renzi ritiene di poter riguadagnare qualche “gradino” con interventi nazional-popolari (stile berlusconi-ici) che tuttavia necessitano di risorse economiche. Così ha preferito levare, nella prossima legge di stabilità, l’imu e la tasi per la prima casa, i cui interessati costituiscono una vastissima platea elettorale, piuttosto che “sacrificare” coperture finanziarie per aiutare i “fornerizzati” che sono numericamente poco significativi in termini di voto.

Fatte le dovute spiegazioni delle strategie occulte del nostro attuale governo, vi proponiamo l’ennesima segnalazione che ci è pervenuta al riguardo. Si tratta del “grido di dolore” del nostro lettore di Biella, Antonio Montorio che ci scrive:

“ Renzi riconosce che non è stata ancora trovata la soluzione per chi è disponibile ad andare in pensione un paio d’anni prima anche accettando una piccola riduzione. Ha detto in particolare “ Proporremo una soluzione solo quando tutti i numeri saranno chiari”.

Presidente, gli invalidi dal 46 al 74% sono da tre anni e mezzo in attesa che qualcuno risolva il loro dramma.

Senza ammortizzatori sociali, e lontani dalla pensione, vivere dignitosamente è divenuto impossibile. Siamo legati all’aspettativa di vita, ma non esiste nessuna statistica che confermi che le persone affette da pluripatologie, anche gravi, possano vivere a lungo come la gente sana. Il nostro problema va risolto. E’ crudele infliggere ancora sofferenze a persone che già nella loro esistenza hanno patito tanto. Non voglio fare polemiche inutili, ma dateci una mano, cercate di capire questo problema.

Io economicamente reggo ancora, ho una rete familiare, ma vi assicuro che conosco storie veramente di povertà e disagio. Quando noi ultracinquantacinquenni invalidi avevamo un lavoro, non avevamo nessun problema. Quando incontro persone nella mia condizione, leggo nei loro occhi lo smarrimento, la paura. Bisogna fare per forza qualcosa.”

 

Autore dell'articolo: admin

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