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Unicredit licenzia 18000 impiegati? Sarà vero o sarà scoop?

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L’11 novembre 2015 il Consiglio di Amministrazione di UniCredit ha approvato un Piano Strategico al 2018 che consiste in un nuovo assestamento del precedente e omologo piano industriale (2015 – 2018) varato nei primi mesi del 2014.

Gli organi di stampa, come sempre per fare scoop senza curarsi di tutte le possibili ricadute che queste notizie potrebbero avere sull’opinione pubblica e sugli utenti della banca, hanno parlato di 18.000 “licenziamenti” di risorse umane (da un bel po’ di anni si chiamano così i dipendenti) previsti nella nuova riorganizzazione dell’Istituto di credito.

Ovviamente ancora più allarmati si sono dimostrati i Sindacati di categoria e in particolare Mauro Morelli, Segretario Nazionale della FABI che è il maggiore sindacato bancario in Italia.

Morelli ha dichiarato: “Siamo totalmente contrari rispetto all’ennesimo piano di contrazione e non di rilancio del Gruppo Unicredit, che ancora una volta sceglie la strada del ridimensionamento delle attività in tutta Europa anziché quello dell’espansione”.

Il nuovo piano industriale presentato dal Gruppo Unicredit, prevede in totale quei 18.200 esuberi segnalati tanto precipitosamente dalla stampa, ma in tutta Europa, di cui oltre 5.640 nel perimetro italiano, dove tuttavia ne erano già stati concordati con i Sindacati 5.100 nella prima stesura del piano presentata nel 2014.

Il Capo del Personale della Banca ha inoltre precisato, proprio per correggere la “versione catastrofica” divulgata dalla stampa nazionale sempre vogliosa di “succulenti” scoop, che gli esuberi totali nell’orizzonte temporale 2014-2018 sono effettivamente 12.200 dei quali 8.455 già previsti e che la nuova previsione è di sole 2.595 unità. Per arrivare a quel numero segnalato di 18.200 devono essere considerate anche le previste operazioni di cessione del personale derivanti dalla vendita di una banca estera a suo tempo acquisita (4.000 persone) e di una joint venture con due società non italiane (2.000 persone). Inoltre lo stesso Amministratore Delegato, Federico Ghizzoni ha stigmatizzato l’annuncio esagerato della stampa italiana precisando che la metà dei 540 nuovi esuberi del perimetro italiano sono “dirigenti” e che le fuoriuscite di tutto il personale saranno organizzate con pre-pensionamenti su base volontaria e incentivata utilizzando i vigenti ammortizzatori di settore.

Quindi nulla di traumatico, solo una riorganizzazione che sarà comunque concordata con le strutture sindacali di settore (sono parole dello stesso Ghizzoni).

Tutte le sigle sindacali hanno comunque fatto sapere ai lavoratori che sono allertate e che seguiranno l’evoluzione della vicenda con la massima attenzione.

Sembrerebbe che sia stato fatto “tanto rumore per nulla” ….. speriamo sia così.

 

Autore dell'articolo: admin

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