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Tanto va la gatta al lardo che ci lascia Zamparini

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Quando è troppo, è troppo!

 

L’avventura di Zamparini al comando dell’Unione Sportiva Città di Palermo, attualmente nella Serie A di calcio (ma non sappiamo fino a quando), sembra ormai giunta al termine.

I tifosi gli hanno dato ragione quando ha licenziato Francesco Guidolin, amatissimo (forse il più amato in assoluto) da tutti i palermitani, perché faceva gironi di andata da “scudetto” e gironi di ritorno da retrocessione; lo hanno sostenuto quando ha mandato via Delio Rossi (altro allenatore che i tifosi di Palermo ricordano con tantissimo affetto) perché non si può perdere una partita in casa per 7 a 0 proprio contro il precedente allenatore Guidolin (Palermo-Udinese 0-7 del 27 febbraio 2011); lo hanno “giustificato” quando ha silurato decine di altri allenatori perché la squadra non faceva punti, anche se il povero Ezio Glerean non riuscì neanche a giocare una partita di campionato (licenziato prima della “prima”); ma ora si sono veramente scocciati quando il Presidente ha dato del “deficiente” ad un’altra icona del calcio palermitano come Beppe Iachini, prima giocatore e capitano simbolo della squadra a metà degli anni ’90 e poi allenatore nella fantastica galoppata della promozione in Serie A, con il record assoluto di punti conquistati (86) scippato addirittura alla Juventus.

Quando è troppo, è troppo!

Va bene l’amore per un friulano “vulcanico” che ha portato il grande calcio a Palermo; va bene la stima per un Presidente che ha saputo scegliere nei campionati sud-americani personaggi sconosciuti come Cavani, Pastore, Dybala portandoli in squadra in Sicilia, anche se per poi venderli dopo due/tre campionati; va bene la fiducia concessagli da una intera città nonostante le ultime campagne acquisti/vendite (soprattutto nell’anno della retrocessione 2012/2013) a dir poco scriteriate; ma ora il vulcanico Presidente ha “vulcanizzato” troppo … e i tifosi non lo perdonano più.

Zamparini, forse anche per l’età avanzata (ha 75 anni), sembra non “contenersi” più, e questa sua “incontinenza”, verbale si intende, lo porta troppo spesso ad offendere a ruota libera pressoché tutti i suoi collaboratori, cominciando proprio dagli allenatori della prima squadra, che ingaggia, sospende e richiama con la stessa frequenza di un metronomo impazzito.

Quest’anno ha iniziato con Iachini, poi lo ha “cambiato”, quasi fosse una figurina “Panini”, con Ballardini, poi è subentrato Schelotto, surrogato da Viviani e Tedesco prima e da Bosi poi, in seguito è stato richiamato Iachini, che preso per “deficiente” si è dimesso riproponendo la candidatura di Ballardini, che dopo aver detto no cambiando però idea subito dopo, è stato tuttavia aggirato da Zamparini che ha tentato di riconvincere Iachini, per poi però assumere Novellino.

Con tutti questi nomi terminanti in “ini”, conclusi poi con un “ino”, per i poveri giocatori del Palermo è stato un gran “CASINO”.  Il loro scarso rendimento probabilmente è stato generato proprio da questo continuo balletto di nomi, anzi di “nomìni” che avrebbe frastornato forse perf..ino il Real Madrid.

Tanto va la gatta al lardo che poi, alla fine, ci lascia proprio Zamparini; è forse, a questo punto, è anche la cosa migliore. Un tifoso su Facebook ha scritto: “caro Presidente, se ne vada e ci lasci retrocedere in pace”. Per un tifoso sfegatato, un concetto generato solo dalla disperazione: preferisce retrocedere cambiando il casinista vertice societario, che restare in Serie A con questa gestione pirotecnico-infernale che può portare solo all’instabilità e, alla lunga, magari al fallimento come nel “caso Parma”.

Egregio, caro e anche simpatico signor Zamparini, i tifosi del Palermo le vogliono tanto bene, ma un team importante, per aspirare a traguardi importanti (e anche più remunerativi, visto che lei è un imprenditore), ha bisogno di una serenità altrettanto importante; generare caos e dissidi, costantemente e in tutti i modi, può solo condurre allo sfacelo sportivo e alla distruzione del patrimonio economico sociale. Non sta a noi suggerirle che una squadra in forma e ben piazzata in classifica si vende certamente meglio di un’altra in fallimento.

Nasce però spontaneo il dubbio che il “disegno” del Presidente possa essere un po’ diverso; la Serie A italiana, infatti, ha adottato uno schema di intervento simile a quello previsto per la Premier League, anche se inferiore, concedendo un “paracadute” economico alle squadre che retrocedono. Forse, ma è solo un’ipotesi, il buon Zamparini, trovando difficoltà a vendere il Palermo Calcio in Serie A, ha in mente una retrocessione nella categoria inferiore per usufruire del “paracadute”, poter vendere senza critiche della tifoseria e dei giornalisti i giocatori più consoni alla massima serie professionale (vedi Franco Vàzquez), e trovare più facilmente acquirenti per una società di Serie inferiore, meno costosa e meno indebitata …. chissà.

 

Autore dell'articolo: Iron Icman

Iron Icman

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