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Donne seviziate dalla moda e dalla chirurgia plastica

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Ma chi l’ha detto che gli uomini cercano e gradiscono le donne rifatte, magre come stecchini, o gonfiate come palloncini?

 

Ma chi l’ha detto che si vende di più esponendo modelle ammiccanti e semi nude per reclamizzare prodotti che non hanno nulla a che vedere con l’immagine femminile (dentifrici, caramelle, automobili, tour operator, patatine fritte ecc. ecc.).

L’immagine della donna, in questo primo scorcio del terzo millennio, viene continuamente “seviziata” dalle mode, dai luoghi comuni e dai chirurghi plastici, che speculano sulla voglia di apparire sempre “al meglio” di tantissime (troppe) rappresentanti del sesso femminile.

Volevamo pubblicare questo articolo per l’8 marzo, ma abbiamo preferito scrivere queste poche righe sulla nostra pagina Facebook per “non rovinare la festa”:

Il migliore augurio nei confronti delle donne italiane è quello di poter raggiungere i traguardi che meritano di conquistare senza accettare i soliti compromessi e le solite accondiscendenze, da sempre utilizzati dai rappresentanti dell’altro sesso.
Tutti gli uomini, dal canto loro, DEVONO accettare prima di tutto la sacrosanta evoluzione delle donne nell’ambito sociale, mostrando rispetto e aborrendo qualsiasi forma di violenza nei loro confronti …. altrimenti non ci sarà mai nulla da festeggiare.”

Pensiamo infatti che la vera festa sia il “rispetto” da parte di tutti, certamente degli uomini che sembrano ancora non capire che l’evoluzione femminile in ambito sociale sarà sempre più opportuna e inarrestabile, ma anche delle donne per loro stesse, non accettando alterazioni fisiche e la mercificazione della loro immagine per facili guadagni o, ancora peggio, per un potere fatuo ed effimero.

Purtroppo i peggiori abusi sulle donne, ovviamente dopo la cieca e animalesca violenza causata da certi orribili “figuranti” del sesso maschile, sono prodotti in prevalenza da una certa categoria del “gentil sesso“, disposta a tutto pur di “emergere” dalla mediocrità puntando però solo sulla propria esteriorità fisica, che viene esaltata, snaturata, esposta o “messa in vendita” per l’ottenimento di quel micro-potere sociale legato solo all’apparenza.

Le “donne di plastica“, quelle che si fanno gonfiare, che cercano di sembrare giovanissime anche a ottant’anni, che da giovani “esibiscono” il proprio fascino drogandolo con inutili interventi chirurgici che di “estetico” in fondo non hanno nulla, visti certi effetti finali, possono andare a braccetto con le “donne-arpia“, quelle che scendono a compromesso con la loro dignità pur di ottenere anche un briciolo di quel “potere” che ritengono sia ancora un beneficio concesso solo a certi uomini.

Le donne meritano un ruolo importante nella società, forse ancora più dell’uomo, ma a prescindere dalle “doti” fisiche, da quella bellezza che, pur essendo sempre presente in tutte le donne (e ve lo dice un maschio eterosessuale), viene troppo spesso da loro stesse negata, forse per scadente autostima, fino a essere riproposta artificialmente con la chirurgia plastica, che in molti casi genera invece vere e proprie “mostruosità” anche indelebili.

Non è retorico dire che la “bellezza” è tutt’altra cosa. L’Associazione Women Not Objects, in proposito, ha lanciato una campagna shock per combattere le pubblicità sessiste, e i facili ricorsi a certa chirurgia estetica. Vi proponiamo dunque uno dei video più significativi al riguardo segnalando una frase che si legge nel filmato: “Il male causato dal rendere una donna oggetto in una cultura popolare, non è solo teorico“.

Autore dell'articolo: admin

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