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Is insanity

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Il peggiore effetto collaterale del terrorismo, generato dall’amplificazione mediatica, è l’emulazione e la mitizzazione.
Da sempre i giovani, soprattutto quelli psicologicamente instabili, tendono ad identificarsi con emblemi e vessilli, magari fintamente ideologici, che nelle menti più fragili finiscono col diventare ancore di salvezza cui aggrapparsi per non naufragare nel nulla esistenziale.
Così è stato per il nazismo, il fascismo ecc. ed oggi purtroppo sembra ripetersi con il terrorismo integralista che ha coinvolto persino ragazzi che non sanno neanche cosa siano le religioni, i libri sacri e le regole umane, che nulla hanno di trascendentale, ma che vengono trasformate in dettami “divini” da coloro che vanno sempre a caccia di un loro squallido potere terreno.
Come ha rilevato correttamente il Presidente del Bangladesh, subito dopo l’attentato di Dacca dell’1 luglio di quest’anno, l’isis sembra essere diventato una vera e propria “moda” per una certa tipologia di giovani; e questo è il peggiore degli effetti possibili perché rischia di generare una “esplosione” di schegge impazzite in tutte le parti del mondo, anche se non collegate direttamente con il tragico folle drappello di terroristi “ufficiali”.
L’isis, dal canto suo, avendo bisogno di visibilità mediatica per allargare il più possibile la sua sfera d’azione, si affretta sempre a rivendicare tutti gli eventi stragisti che avvengono nel mondo, anche se in realtà sono frutto di emulazioni di psicolabili locali.
In poche parole la stampa e i media rischiano di fare da “portavoce ufficiale” per questa organizzazione terroristica, un po’ come accadde in Italia negli anni di piombo (con i volantini delle br letti nei telegiornali rai).
Guardate, per esempio, cosa è accaduto a Roma (cliccate sul link seguente) durante una banale rapina che di integralismo islamico non aveva proprio nulla.
Non c’è peggiore follia di quella collettiva divulgata a mezzo stampa.

Cliccate qui per leggere l’articolo su Repubblica.it.

Autore dell'articolo: admin

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