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I nodi vengono al pettine della Fornero

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Non vogliamo fare la stessa brutta figura di quelli che sbandierano di continuo il solito luogo comune del “te l’avevo detto”, al puntuale verificarsi di circostanze che sono vere e proprie ovvietà, ma in certi casi non possiamo fare a meno di tornare sugli argomenti che abbiamo discusso nel recente passato bacchettando gli italiani per non aver minimamente reagito alle nostre denunce sul web.

 

La maggioranza dei cittadini d’Italia sembra aver assunto da molto tempo una posizione “supina”, disposta com’è ad accettare tutte le angherie governative, anche quelle più irrazionali e schizofreniche.

TUTTI hanno protestato contro la legge fornero che nel 2012, durante il governo di quell’altro “genio” di monti, ha stabilito i canoni per andare in pensione fino al 2050 basandosi su un parametro tuttavia VARIABILE di anno in anno.

TUTTI hanno protestato, ma NESSUNO (compresi i sindacati e i legali più accreditati in vertenze per i diritti civili) ha alzato un dito contro questa stratosferica idiozia spacciata per legge di stato.

Andava fatta una class action contro lo stato arruffone, doveva intervenire la Corte Costituzionale, i sindacati avrebbero dovuto paralizzare la nazione (come è stato fatto in Francia) per fare “abortire” questo orrore amministrativo invece di permettere alla fornero, alla sua veneranda età, di “partorire” una legge tanto scriteriata e assurda.

Noi, dal nostro blog, abbiamo più volte gridato allo scandalo, d’altra parte il nostro ruolo è quello di denunciare pubblicamente le storture, non certo quello di adire le vie legali, ci sono tanti grandi professionisti in Italia capaci di farlo; tuttavia NESSUNO ha voluto attaccare il governo in tempo utile e la ormai tristemente celebre “legge fornero” ha visto la luce oscurandola a diverse centinaia di migliaia di pensionandi.

Nei nostri numerosi articoli dell’epoca, ma anche in tanti altri pubblicati periodicamente dal 2012 a oggi (non vi segnaliamo neanche più i relativi link in quanto troppo numerosi), abbiamo rilevato decine e decine di volte la incostituzionalità e la stoltezza di un provvedimento che REGOLARIZZA in modo STABILE la continua ascesa (dal 2012 al 2050) dell’età pensionabile basandosi tuttavia su un parametro (l’aspettativa di vita media) altamente variabile di anno in anno, sia in ascesa che in discesa, notevolmente ALEATORIO in quanto calcolato APPROSSIMATIVAMENTE in modalità statistica, non facilmente riscontrabile dalla Popolazione (l’istat sentenzia i suoi dati senza comunicare le modalità di calcolo), tuttavia utilizzato, ai fini delle finestre di accesso pensionistico, in modo rigido, categorico e per un lunghissimo periodo temporale, quasi fosse una costante fissa, certissima e perentoriamente determinata.

Un sistema di definizione di un diritto del lavoratore tanto importante, quale è l’età giusta per andare in pensione, NON PUO’ BASARSI SU UN PARAMETRO TANTO INCERTO E PRECARIO.

Ebbene, è stato accertato che nel 2015 la mortalità in Italia ha avuto un’impennata imprevedibile e proprio in questi giorni l’istat ha ufficializzato che le aspettative di vita nel SUD Italia sono “drasticamente diminuite” nel 2016.

Come la mettiamo dunque con il celebre parametro FISSO utilizzato nel calcolo della fornero fino al 2050?

Ma non vi preoccupate! Resterà tutto così com’è fino a quando qualcuno non citerà in giudizio lo stato italiano per questa sorta di truffa ai danni del Popolo. L’istat infatti è un organo dello stato, e chi controlla la regolarità delle sue “sentenze” statistiche? Vedrete che l’istituto, basandosi sulla media del triennio: 2015-2017, riporterà STATISTICAMENTE, MA PERENTORIAMENTE le cose al loro “giusto” posto e l’indice delle “aspettative di vita” tornerà a innalzarsi, librandosi nel cielo azzurro verso gli sconfinati spazi interstellari e verso … l’eternità.

Lunga vita alla fornero!

Autore dell'articolo: Iron Icman

Iron Icman

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