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Cornetta infernale

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Come abbiamo più volte manifestato, la persecuzione del telemarketing  sugli utenti della telefonia fissa è diventata ormai insopportabile.

Squilli a qualunque ora del giorno e della notte (di recente si sono inventati anche la pubblicità robottizzata che parte senza alcun apporto umano), proposte di cambio tariffario o di fornitore del servizio, falsi suggerimenti per risparmiare sulla bolletta, pressioni vessatorie per la sottoscrizione di nuovi contratti, utilizzo fraudolento delle banche dati … insomma chi più ne ha più ne metta.

A nulla è valso il Registro Pubblico delle Opposizioni, un servizio concepito a tutela del cittadino che avrebbe dovuto impedire ai call center di utilizzare i dati sensibili degli utenti iscritti; questa forma di persecuzione pubblicitaria ha tuttavia continuato a invadere caparbiamente e incivilmente le giornate degli italiani tempestando la gente di perfide “filastrocche” finalizzate alla sottoscrizione di nuovi contratti  e soprattutto violando la privacy di milioni di cittadini, nonostante gli argini istituzionali appositamente costruiti al riguardo e le normative di legge sul corretto utilizzo delle banche dati.

In pratica i call center farlocchi hanno continuato nella loro azione deleteria, fregandosene con estrema disinvoltura di tutte le reazioni degli utenti e dei limiti previsti dalla legge.

Ma tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino, in questo caso la cornetta. Il caso è arrivato infatti in Parlamento e sui tavoli dei dirigenti delle stesse compagnie fornitrici dei servizi così tanto mal pubblicizzati.

Una delle aziende più attive in tal senso è stata l’Enel; chi di voi non ha ricevuto negli ultimi due o tre anni almeno una decina di telefonate che consigliavano il passaggio da Enel Distribuzione al mercato libero di Enel Energia? Poi, dopo mesi e mesi di questa oscena manfrina ora l’Enel cambia le sue “nomenclature”, la sua componente a “maggior tutela” si chiamerà Servizio Elettrico Nazionale … e la “giostra” così ricomincia a girare con più “energia” di prima.  Ma gli utenti a questo punto si sono proprio “incazzati” di brutto e, FINALMENTE, fra denunce, citazioni, querele e rispostacce via cavo hanno trascinato la problematica in sede parlamentare aiutati dalle associazioni dei consumatori.

Strafare non è un verbo consono agli operatori intelligenti, i call center che hanno “esagerato” si sono ritrovati infatti defenestrati dalle compagnie che avevano affidato loro il procacciamento degli affari, nonostante furbate come quella di “lavorare” in sedi estere, presentandosi come azienda fornitrice e non come intermediatore, manifestando di conoscere tutti i dati sensibili dell’utente contattato per carpirne la fiducia e così via dicendo.

Proprio in questi ultimi giorni l’Enel ha dichiarato ufficialmente di aver rinunciato al telemarketing aggressivo per l’acquisizione di nuovi clienti: è il primo grande risultato della campagna anti-telemarketing scatenata dalle Associazioni dei Consumatori, dalle denunce degli utenti e dai blog che raccolgono petizioni.

State dunque attenti: da oggi in poi, se vi dovessero arrivare telefonate che vi propongono variazioni contrattuali, non si tratta assolutamente di operatori dell’Enel.

 

Autore dell'articolo: admin

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