La saga dello scontato

Pubblicato il: 22 gennaio 2018 alle 6:31 pm

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18 anni, 11 stagioni e 246 episodi.

E in tutto questo tempo lo schema narrativo di “Don Matteo” è rimasto immutato, cristallizzato, immodificabile, ripetitivo, sempre uguale a se stesso.

Il delitto, che ha sempre a che fare col prete, il colpevole incolpevole che Don Matteo va a trovare in carcere e fa poi scagionare, la soluzione alla quale sacerdote e Carabinieri arrivano insieme (un secondo dopo, però, i Carabinieri).

Era probabilmente uno schema studiato per la prima serie e che poi, visto il successo di pubblico, si è cementificato nel tempo. E qui sorge il dubbio… Possibile che la gente, mentre sceneggiatori e scrittori si rompono la testa per trovare plot originali e accattivanti, voglia davvero questo? Evidentemente sì. Drammaticamente sì.

Ci si conforta con il “già visto”, il “già letto”, il “già ascoltato”, perché ciò dà forse fiducia e comporta senza dubbio il minimo impegno. E “Don Matteo” ne è la prova mestamente lampante.

Autore dell'articolo: Alessandro Vizzino

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