L’insana sanità

Pubblicato il: 19 febbraio 2018 alle 10:36 am

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E’ sana la sanità, o si sanerà se sarà sanata la sanabilità sanatoriale? Vi piace questo scioglilingua? Purtroppo il problema della sanità pubblica non è però un semplice gioco di parole, è piuttosto uno dei guai più gravi della nostra amata nazione.

A monte dello sfascio alla sanità italiana c’è la tempesta di tagli alle spese pubbliche nel settore voluta dalle politiche di “austerità” della comunità economica europea, nelle cui grinfie siamo caduti grazie alla miopia di Prodi, per sua stessa ammissione, (ci auguriamo che si sia trattato di una sua incapacità politica e non di una lucida scelta, perché in questo secondo caso, visti anche gli effetti susseguenti, si dovrebbe parlare di “alto tradimento della Patria”).
Per altro le strutture sanitarie nazionali sono state “trasformate” in vere e proprie aziende, con tanto di obblighi di bilanci positivi e continua ricerca di profitti, un’assurdità concettuale, questa, aggravata dal fatto che i “clienti” di queste “aziende” sono i MALATI, e che i guadagni derivati dalle attività della sanità nazionale, ricadendo sulle spalle dei cittadini che stanno male, diventano automaticamente un’INDEGNA SPECULAZIONE DELLO STATO, totalmente contraria ai dettami della vigente Costituzione.
A questo si aggiunge un fenomeno piuttosto grave in arrivo sullo già sconquassato scenario nazionale: il numero dei medici di base diminuirà drasticamente nei prossimi 5 anni perché 45mila dottori del Servizio Sanitario Nazionale andranno in pensione senza che sia stata definita una politica di assunzioni per permettere il ricambio generazionale. Così 14 milioni di cittadini potrebbero rimanere senza medico di famiglia nel prossimo futuro.
La soluzione a portata di mano è la solita: il privato si sostituisce al pubblico, con tanto di business connesso, compiacenza passiva della politica, e aggravio economico dei bilanci familiari. L’Italia è sempre più invivibile.
Vi proponiamo un articolo della rete sull’intera questione, cliccate qui  per leggerlo.
 

Autore dell'articolo: admin

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