Il vero perché delle perdite in borsa

Pubblicato il: 9 ottobre 2018 alle 11:56 am

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Chi investe in borsa senza essere particolarmente ricco, viene spesso messo in crisi dai cali improvvisi che periodicamente vengono strombazzati sui media (che ormai si occupano per il 45% di economia, per il 35% di politica e per il 20% dei morti e feriti del giorno).

Il motivo di questi cali viene attribuito dagli stessi media alle cosiddette “incertezze” politiche e, proprio in questi giorni, alle “preoccupazioni” (parola abusatissima) di tutti i membri delle opposizioni in Italia, e da certi inqualificabili burocrati europei, per l’attività del governo in carica nel nostro Paese.
In realtà non è assolutamente così, almeno per quanto riguarda i grandi investitori, quelli che speculano di continuo proprio sul “terrorismo psicologico” diffuso dalla stampa e dalle televisioni.
In funzione della paura “iniettata” alle masse popolari (ricordate gli abissi, i precipizi e i baratri prospettati con la lingua di pezza dal signor napolitano durante il suo regno?) i piccoli investitori iniziano a vendere le proprie azioni seguiti a ruota dai grandi speculatori che vendono quantità enormi dei loro titoli in tutti i settori che riguardano l’Italia. Così facendo i politici che avversano i governi in carica ottengono una falsa dimostrazione pubblica della fondatezza delle loro “preoccupazioni” e gli speculatori un enorme abbassamento del valore dei titoli venduti.
La fase successiva, che parte pochi giorni dopo (magari anche già l’indomani), vede gli speculatori acquistare a prezzo ribassato le stesse azioni, anzi molte di più di quelle che possedevano nella prima fase, provocando un notevole rialzo del valore di quei titoli e di conseguenza rialzi improvvisi delle borse che, tecnicamente, vengono chiamati “rimbalzi“.
Morale della favola: il “terrorismo” dei media serve alle opposizioni a fare PROPAGANDA anti-governativa (dunque la vera propaganda non la fa il governo, bensì i gruppi politici che lo avversano), agli speculatori a fare grandi affari in borsa (con questo giochetto riescono in due/tre giorni anche a duplicare il valore del tesoretto di azioni in loro possesso) e ai piccoli investitori apprensivi, che hanno venduto, a perdere buona parte del valore dei titoli che possedevano.
Quindi le perdite dei risparmiatori, delineate dalle opposizioni per contrastare l’attività governativa, non sono frutto di errori o di malgoverno, piuttosto di violente e spietate speculazioni e di immotivata paura da parte dei piccoli investitori, che si auto-convincono a vendere al ribasso le azioni possedute pur di “non perdere tutto”, come prefigurato dal lavaggio dei cervelli effettuato dalla stampa.
MA ATTENZIONE: QUELLO CHE VI ABBIAMO DETTO VALE SEMPRE, QUALUNQUE SIA IL GOVERNO E QUALSIASI SIANO I PARTITI D’OPPOSIZIONE, quindi non abbiamo difeso o accusato nessuno, è una triste storia che si trascina da quando i media hanno “ipnotizzato” gran parte dell’opinione pubblica, e da quando la maledetta economia è diventata padrona assoluta della pubblica informazione e di una buona fetta della nostra vita.

Autore dell'articolo: admin

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