Che sia la nuova rivoluzione francese?

Pubblicato il: 27 novembre 2018 alle 6:50 pm

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Economia e finanza ci vengono imposte giornalmente quasi fossero pane quotidiano.
Media, stampa, politica vomitano ogni sacrosanto giorno notizie inutili, ripetitive e manipolate per convogliare l’opinione pubblica sempre verso gli stessi concetti e gli stessi ipnotici schemi mentali.
Ma a cosa ci serve nelle prime ore del mattino sapere come apriranno alle ore 9,00 le borse di New York o di Toronto o come sono andate quelle di Hong Kong o di Shenzhen?
Ma non se ne può proprio fare a meno di iniziare e finire la giornata ascoltando le “acrobazie”, minuto per minuto, di quel kaiser di spread? (che sia maledetto nei secoli chi si è inventata quest’arma micidiale, peggiore del napalm)
L’economia ci sta asfissiando, non ci fa più respirare perché in 24 ore non ci concede più neanche l’ora d’aria di cui almeno beneficiano i detenuti.
Quando hanno finito i tg di stritolarci le scatole con le loro notizie sugli andamenti di borse, spread e giudizi di rating, iniziano i talk show, con i “soliti bellimbusti” che li conducono e i soliti politici che ripetono sempre le stesse cose … sull’economia ovviamente.
Siamo tutti schiavi, ed economia e finanza sono gli strumenti con cui veniamo torturati, oltre che le armi infami con le quali le lobby e le multinazionali hanno massacrato la sovranità di tante nazioni del Pianeta, con l’obiettivo finale di dominarle tutte.
Qualcuno però inizia a non poterne più. La pazienza ha comunque un limite e i francesi, bontà loro, cominciano a reagire, magari per ora solo per l’aumento della benzina, mentre noi italiani non siamo stati mai capaci di farlo e ci siamo ingoiati nei decenni, senza alcun accenno di protesta, tutte le accise di questo mondo e tutte le promesse di levarle, regolarmente disattese.
Sta di fatto che quando i burocrati di Bruxelles, gli avvoltoi del fondo monetario internazionale, le corrotte agenzie di rating, i pupazzi dei governi nazionali manovrati dalla comunità europea parlano di “crescita” non si riferiscono certo a quella del “tenore di vita” delle masse popolari, piuttosto al livello di ulteriore arricchimento delle multinazionali e degli speculatori globali i cui interessi sono curati attentamente dai personaggi di cui sopra. E questo, anche se piano piano, la gente comune sembra iniziare a capirlo, nonostante i depistaggi (vedi certe bufale assurde divulgate per confondere e neutralizzare le corrette interpretazioni complottiste); in Francia sembra che le idee al riguardo si stiano però schiarendo sempre più, che sia arrivato il momento per una nuova Rivoluzione Francese?

Autore dell'articolo: admin

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