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La verità questa sconosciuta

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Questa storia è a dir poco emblematica in tema di falsa informazione, tanto di moda in questo inizio di millennio.

Un giovane giornalista tedesco, Claas Relotius, divenuto famoso per le sue clamorose inchieste sul settimanale Der Spiegel, ha ammesso pubblicamente di aver mescolato molto spesso verità e menzogna per rendere più sconvolgenti i suoi reportage; di conseguenza è stato licenziato in tronco dal network, ma lo scandalo ha sconvolto la Germania. (potete leggere il relativo articolo cliccando qui)

Non vogliamo fare né i predicatori, né i paternalisti quando vi consigliamo, e lo facciamo da anni, di non fidarvi troppo di tutto ciò che vi arriva dalle tv e dai social.

Ogni santo giorno giornalisti, blogger, reporter, cosiddetti professionisti dell’informazione si scatenano alla ricerca di notizie shock, di scoop emozionali, di tutto ciò che può coinvolgere al massimo la sensibilità dell’opinione pubblica per provocarne il massimo delle reazioni ed ottenere per se stessi il conseguente massimo della popolarità.

Assistiamo così quotidianamente a telegiornali divenuti ormai veri e propri “bollettini di guerra“, con tanto di elenchi dei morti e dei feriti, debitamente conditi da drammatici, e quantomeno inutili, commenti in perfetto stile manzoniano, seguiti, o magari preceduti, dalle giornaliere ripetitive esternazioni dei politici anti e filo governativi, anche queste accompagnate dalle faziose osservazioni dei vari reporter di turno.

Quando poi le notizie scarseggiano o non sono ritenute sufficientemente drammatiche o fragorose, ecco che i pazzi furiosi della stampa e dei media le arricchiscono con le loro colorite elucubrazioni o, magari, si inventano di sana pianta le fake più disparate, ma ufficialmente “lo fanno per noi“, per informarci al meglio e nel modo più dettagliato.

L’informazione insomma è sempre più edulcorata, amplificata, elaborata; la verità ci viene filtrata dalle farneticazioni e dagli interessi di coloro che sono deputati a fornircela, a raccontarcela con sincerità; il nostro “diritto d’informazione” purtroppo è divenuto ormai ostaggio di personaggi senza scrupoli che ci costringono ad avere una visione delle cose completamente travisata e comunque sempre adattata a loro uso e consumo.

Autore dell'articolo: admin

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