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Che bravo quell’asino! Lo ha detto la tv

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La società ha accettato passivamente il concetto (gravissimo) che qualità e talento di un personaggio qualunque vengano decisi autonomamente dai media e dalle aziende che producono spettacolo e intrattenimento (come le case discografiche).

Oggi anche un pezzo di legno, senza neppure essere Pinocchio, diventa facilmente “il cantante del momento“, già un asino ragliante avrebbe magari maggiori meriti per essere popolare, ma quello che conta è solo la “volontà” imposta dalla “sala di regia“; la scelta, spesso anche provocatoria e perfida, di un qualunque manager del settore che si diverte a promuovere a tempesta perfino il letame, sapendo benissimo di possedere il potere ipnotico sulla massa popolare, specialmente quella giovanile, che gli attribuiscono i media, i social e un sistema che agisce con influssi subliminali direttamente nelle coscienze di tanti giovani schiavizzati mentalmente dopo essere stati privati del lavoro e di qualunque prospettiva di futuro.

Nascono così gli osceni “fenomeni” di bello figo, sfera e bastaachille lauro, young signorino, e così via disgustando.

A questo strazio mediatico si aggiungono poi anche le istituzioni, come i comuni o gli enti locali, che funzionano da ulteriore cassa di risonanza, puntando proprio su quelle mostruosità rese nazional-popolari dalla perfidia e dall’arroganza di chi cavalca l’onda di questo irrefrenabile potere persuasivo sulle masse giovanili, senza fare neppure un minimo vaglio sull’oggettiva nullità che si vuole proporre alla cittadinanza.

Sono in pochi ad avere il coraggio di dichiarare pubblicamente che il re è nudo … quasi tutti si allineano invece alla mentalità dell’opinione pubblica, quella stessa che ha creato la demenziale popolarità degli “influencer“. Dobbiamo sopportare anche questo.

Autore dell'articolo: Santokenonsuda

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