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La gogna del ponte, ovvero: il perché del tfr plurimilionario a Castellucci

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Perché una buonuscita di 13 milioni di euro a giovanni castellucci che va via da atlantia spa?
Atlantia spa è l’ex autostrade spa ed ha i seguenti principali azionisti: “sintonia” (packaging di “edizione” della famiglia benetton) + alcune società-coriandolo che servono a riempire le scatole cinesi che costituiscono la maggioranza delle aziende quotate in borsa per distrarre l’attenzione dai loro veri proprietari.
 
Possibili risposte sul tfr a castellucci:
-A) 13 milioni di tfr per essersi accollato il ruolo di capro-espiatorio per conto dei benetton (atlantia), una gogna ben ripagata;
-B) 13 milioni per averne fatti risparmare molti di più ai benetton (atlantia) evitando molti “necessari” interventi manutentivi in mezza Italia (vedi Ponte Morandi);
-C) 13 milioni per essersi accollato una “grandinata” di giornalisti e di imputazioni giudiziarie, dopo il crollo del ponte di Genova, fra le più forti registrate dai “meteo” mondiali;
-D) 13 milioni per il recupero in borsa delle azioni di atlantia spa (famiglia benetton) scese paurosamente dopo l’evento del crollo, ma risalite oltre i precedenti livelli dopo la circolazione della notizia che l’iniziale “revoca” delle concessioni autostradali si era trasformata in una “revisione“.
 
Si noti che i quattro punti precedenti hanno tutti un minimo comun denominatore: la staticità operativa. In Italia infatti gli amministratori delegati, anche NON FACENDO NULLA e subendo passivamente gli eventi che si generano da soli per “partenogenesi” (senza alcuna fecondazione cioè) riescono a ottenere “ottimi” risultati che poi risultano anche premianti (vedi tfr):
– capro-espiatorio automaticamente per il ruolo di direttore generale ricoperto;
– interventi di manutezione non effettuati sui ponti e i tratti autostradali maggiormente degradati;
– la tempesta di interviste e di convocazioni giudiziarie incassata senza alcuna rimostranza – d’altra parte cosa poteva fare? – ;
– il recupero del valore delle azioni “atlantia” non è certo merito suo, bensì dei soliti speculatori di borsa e dei loro fidati diffusori di notizie.

Insomma, senza fare nulla se non ripararsi dalla “grandinata” sotto l’ombrello del “suo” collegio di avvocati, il buon castellucci esce di scena incassando ben 13 milioni di euro per 18 anni di lavoro nella sua “amata” azienda quando un misero lavoratore qualsiasi, dopo quasi 43 anni di contribuzione, riesce a prendere entrando in pensione “anticipata” (la fornero la chiamò così) un tfr che difficilmente supera i 100.000 euro.

D’altra parte la “SINTONIA” (leggere attentamente la composizione della società “atlantia spa” riportata in alto in quest’articolo) fra l’azienda e il suo amministratore delegato ha pienamente ripagato quest’ultimo per i sui “sforzi”.
Per assicurarvi che non si tratti di una bufala, visto che è di moda additare come fake qualche notizia scomoda, cliccando qui  potrete leggere il relativo articolo giornalistico de “ilmanifesto.it”.

Autore dell'articolo: Sergio Figuccia

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