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Il complottismo stavolta è di moda

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Striscia la Protesta ha pubblicato due post sull’argomento “Greta” sulla propria pagina di Facebook, ma dopo 24 ore la redazione è stata costretta a nascondere i commenti per l’eccessiva quantità di critiche offensive postate (è un eufemismo perché in realtà si è trattato di una quantità industriale di porcherie irripetibili, sgrammaticate ma soprattutto completamente scriteriate).

C’è troppa gente che ODIA questa ragazza (sono arrivati commenti anche dagli USA) e si parla spesso di qualcosa di misterioso che sta dietro l’organizzazione di questo movimento globale.

Ma questo tipo di ipotesi si chiama COMPLOTTISMO, ed è dello stesso genere di quello che in tanti altri casi è stato sbeffeggiato e ridicolarizzato sul web con lo specifico intento di neutralizzare con lo sfottò le sacrosante verità messe sul piatto da blogger e siti di protesta nel tentivo di far “mangiare bene” gli utenti alimentandoli con un’analisi più sana e fuori dagli schemi dei fatti di cronaca.

E a complottizzare stavolta sono proprio gli stessi personaggi che poco tempo prima sul complottismo avevano sparato le loro peggiori “battute” (se così si possono chiamare).

Ma come si fa a non capire che la povera Greta (peraltro affetta dalla Sindrome di Asperger, una forma più leggera di autismo) è solo una testimonial, proprio come capita con gli (o le) influencer che pubblicizzano prodotti commerciali spacciandoli per proprie scelte, prendendo magari anche in giro i propri fan.

Greta sta alla lotta ambientale per il Pianeta come la Ferragni (o la De Lellis) stanno alle pubblicità mediatiche di prodotti commerciali.

Magari le stesse persone che impazziscono per i post su Facebook di queste individue (non sappiamo come chiamarle) tirano invece pietre virtuali su Greta.

Non è il testimonial che concede al prodotto la sua validità, è solo uno che ne parla e che lo pubblicizza nel mondo, è compito della gente invece analizzarne l’effettiva valenza e accettando o meno di farsi coinvolgere direttamente.

Nel caso di Greta si continua a dire che non è sola in quest’avventura, ma questo è più che ovvio e non ne costituisce un’aggravante, se l’idea e la motivazione della protesta sono buone, perché ostinarsi a esternare solo l’antipatia che si prova per questa ragazza, che evidentemente non è stata scelta con grande oculatezza da chi ha organizzato l’ambaradan?

Autore dell'articolo: admin

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