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La banca che scappa via

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E’ da alcuni anni che da questo blog denunciamo, ma fino adesso inutilmente, l’incredibile strategia di Unicredit (non sappiamo fino a che punto “legale”) di chiudere con inarrestabile continuità sportelli, agenzie e di conseguenza anche i bancomat sul territorio siciliano.
 
I primi a doversi lamentare dovrebbero essere i clienti, e in effetti molti hanno già abbandonato l’istituto di credito milanese (che però vanta respiro europeo nonostante questo inspiegabile ridimensionamento che poco si concilia con l’etichetta di “banca europea”, considerando che la Sicilia costituisce avamposto fondamentale proprio del versante sud dell’Europa).
 
La sempre minore presenza di Unicredit nella maggiore Isola del Mediterraneo sta facendo migrare parte della clientela verso altre banche e le Poste Italiane spa, molto più presenti sul territorio siciliano; strategia che quindi potrebbe apparire ai più alquanto stupida e suicida, se non “motivabile” con chissà quale occulta alchimia commerciale e finanziaria ronzante nella materia grigia della dirigenza di questa “strana” banca. Nè tantomeno possono rendere plausibile quest’operazione di “sgonfiamento” fenomeni come la digitalizzazione, i decreti per il Covid19 o le normative governative sulle maggiori limitazioni dell’uso del denaro che, di certo, non possono essere IMPOSTE dai paletti di una banca che sembrano più prossimi a tentativi di sequestro di denaro più che al rispetto di regole di Stato.
 
Sta di fatto comunque che i clienti più anziani, meno avvezzi all’home banking e all’utilizzo del computer, quelli che per vari motivi non possono allontanarsi troppo dal proprio quartiere, i turisti ospitati in zone non presidiate dai bancomat dell’istituto, gli utenti non dotati di propri mezzi di locomozione ecc. ecc. sono tutti in forte disagio in questa situazione, fino ad arrivare all’assurdo di dover andare in altri comuni perché nel loro paese di residenza la banca ha chiuso tutti gli sportelli.
 
In passato, nei nostri articoli, abbiamo pure accennato a possibili motivazioni nascoste, tuttavia ora la FABI, il maggiore sindacato del settore, ha deciso di amplificare la denuncia di questa pratica INACCETTABILE. Ecco un articolo sull’argomento pubblicato oggi (5/10/20) da PalermoToday.it (cliccate qui per leggerlo).

Autore dell'articolo: admin

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