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Brexit e il suo babau

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Da diversi anni, almeno dal 2010, si contrappongono continuamente due “correnti di pensiero” sull’opportunità di mantenere o meno la comunità europea, soprattutto dopo lo stratosferico numero di fallimenti ed errori marchiani rilevati nel tempo dalle scriteriate politiche di Bruxelles.

Stavolta però il caso “Brexit” presenta un risvolto che vede pienamente in sintonia entrambe le fazioni.

La possibile “dissoluzione” di questa “caricatura” di comunità europea può servire come “minaccia”, per gli euro-convinti e gli stessi protagonisti delle politiche comunitarie, a cambiare finalmente registro e strategie nella governance comunitaria.

 

Lo spauracchio del celebre “abisso”, non so fino a che punto reale piuttosto che strumentale, già più volte sbandierato dal signor napolitano per terrorizzare il Popolo Italiano, e dai “gerarchi” europei per spaventare il Popolo Greco ai tempi del relativo referendum, stavolta potrebbe servire in senso inverso proprio sugli atteggiamenti dispotici e stupidamente “austeri” del parlamento di Bruxelles.

 

In parole povere: il “babau”, prospettato ai cosiddetti “populisti” da chi tiene a mantenere in vita la comunità, si presenta ora in vesti diverse proprio a questi ultimi per convincerli (almeno così auspichiamo tutti) a cambiare del tutto le politiche europee.

 

Così com’è l’Europa non può più andare avanti, le celebri “riforme”, imposte schizofrenicamente a tutti i Paesi membri, devono invece iniziare proprio da quegli scriteriati accordi, a suo tempo sottoscritti da chi aveva il prosciutto sugli occhi, rivelatisi negli anni troppo oppressivi e inadatti ad economie del tutto diverse tra loro.

 

O si cambia o si muore!

Autore dell'articolo: admin

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