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Quando lo stalking diventa ping pong

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Lo stalking in Italia è configurato “reato” già dal 2009 (D.L. Maroni del 23/2/2009 n.11) e, in qualità di atto persecutorio, punibile penalmente.

Purtroppo però non sempre lo strumento della “denuncia” alle Forze dell’Ordine risulta valido  e la legge, che dovrebbe tutelare le vittime che si rivolgono allo Stato per chiedere aiuto, si perde troppo spesso in un indegno gioco al ping pong rimpallando le responsabilità da un ufficio all’altro, da un tribunale all’altro, da un giudice all’altro.

 

L’opinione pubblica è stata già sufficientemente sensibilizzata dai media su questo fenomeno e sulle sue proporzioni a livello statistico nazionale; tuttavia non è molto divulgata, per ovvi motivi, la tragica sequenza delle traversie cui vengono sottoposte troppe vittime di questo reato nonostante il loro grido di assistenza rivolto alle Autorità.

 

Una nostra lettrice ci ha chiesto di divulgare la sua storia, per quanto in forma anonima, per sensibilizzare maggiormente sia le Forze dell’Ordine sia le Autorità giudiziarie su questa gravissima problematica che non deve essere assolutamente sottovalutata. Vi riportiamo di seguito quello che ci ha scritto:

 

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<< Mi piacerebbe far presente che la mia storia e’ stata rimpallata di competenza da una città all’altra con le motivazioni più varie: per il luogo di residenza mia, poi per quella dello stalker, poi per quella dei miei figli in quanto ci siamo trasferiti per paura ecc. ecc.

Adesso, dopo quasi tre mesi, mi hanno detto che la competenza è passata ancora al Tribunale di un’altra provincia perche i fatti in questione, gli ultimi in coincidenza con la prima denuncia, sono accaduti li; si tratta di sms ricevuti, minatori, offensivi, con calunnie e quant’altro….

Mi chiedo, si fa un grande dire che BISOGNA DENUNCIARE PRIMA CHE SIA TARDI….ma io dalla denuncia ho avuto solo guai, NESSUNA MISURA CAUTELARE PER LO STALKER, io e i miei figli, le vittime, non torneremo mai più a casa nostra, siamo scappati a giugno e a settembre ho capito che non avevamo ancora ALCUNA EFFETTIVA TUTELA LEGALE….
Avvocati rimbalzano responsabilità su magistrati, forze dell’ordine su avvocati, tutti appaiono disponibili ad aiutare, promettono …. Mi hanno detto molte volte che le misure cautelari erano state decise, io ho aspettato giorni e giorni che mi portassero la notifica in qualità di parte offesa, ma il giorno prima dell’inizio delle scuole dei miei figli ho saputo che ERANO TUTTE BALLE, MESSE IN MOTO DA CHI NON SO, MA CERTAMENTE BALLE, NESSUNA MISURA CAUTELARE È STATA MAI ADOTTATA.

Ho seri problemi a mandare a scuola i miei bambini, spostandomi in un’altra città li ho allontanati dai loro compagni e dai loro amici, ma la paura è troppo grande e le “autorità competenti” non hanno ancora emesso neanche un divieto di avvicinamento … deve per forza accadere l’irreparabile per ottenere un provvedimento restrittivo ufficiale?


Chiedo troppo? Mi dicono che era MIO DIRITTO denunciare, ma che una denuncia non e’ una condanna; ma gli sms minatori deliranti e inquietanti che incutono paura a chiunque li abbia letti non dovrebbero bastare come prova di atteggiamenti minacciosi nei confronti della mia famiglia?


A me NON importa di chi e’ la competenza, voglio solo TUTELARE I MIEI FIGLI.
Purtroppo questo nostro paese piange le donne morte per femminicidio; dunque si può solo sperare di essere ammazzate in questi casi, ALTRIMENTI NESSUNO TI CONSIDERA.
SI PIANGONO DONNE O MINORI RIMASTI VITTIME DELLA VIOLENZA CIECA, MA SOLO PER FARE SPETTACOLO.

IN REALTÀ NON INTERESSA A NESSUNO TUTELARE CHI HA BISOGNO DI AIUTO PERCHÉ COSTRETTO A VIVERE NELLA PAURA.


Concludo, dicendo che mi sono sentita dire da autorità e professionisti della cosiddetta legalità: “se lo stalker non fa cose piu gravi ….”, come dire: “finché non ha fatto fuori nessuno non si può far nulla”>>

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Ci troviamo costretti a dare ragione alla nostra lettrice ed a condividere quanto ha detto nel suo sfogo: Storie come questa vengono fuori nei tg di questa disgraziata nazione solo dopo che il danno è stato fatto e solo per fare “teatrino mediadico”.

Ci chiediamo dunque a cosa sia servita una legge che punisca gli stalker quando per configurarsi tali devono aver compiuto altri reati (omicidi, violenze private, abusi, violazioni di domicilio ecc. ecc.) per i quali esistono da sempre altre apposite normative legali.

In poche parole: se lo stalker “non esiste” finché non compie reati più gravi, allora perché varare una legge che viene regolarmente disattesa dalle autorità giudiziarie?

Occorre intervenire SUBITO e senza “rimpallamenti” di responsabilità, che equivalgono ad atteggiamenti alla Ponzio Pilato.

Lo stato italiano ha sempre fatto grandi “campagne” mediatiche in tutti i settori parlando di “prevenzione dei reati”, perché nei casi di stalking agisce in senso opposto?

Autore dell'articolo: admin

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