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Il girone infernale dei vaccinandi fragili

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Se Dante fosse vivo e residente a Palermo in questi giorni di marzo del 2021 avrebbe certamente aggiunto alla sua Divina Commedia un altro girone infernale, quello dei “Vaccinandi Fragili“, traendo ispirazione da quello che è accaduto alla Fiera del Mediterraneo in seguito ai turni di vaccinazione anti-covid per i “soggetti fragili” o “estremamente vulnerabili” (portatori cioè di patologie a rischio) predisposti da un sistema informatico della Regione Sicilia, vantato cronologicamente come il primo in Italia per questo genere di operazioni di massa (cliccare qui per leggere il relativo articolo) .

Chi vi scrive ha avuto l’opportunità di transitare personalmente da questo girone, senza neanche usufruire di un accompagnatore qualificato come Virgilio, e di aver avuto la fortuna di esserne uscito vivo a “riveder le stelle“.

Le stelle però i vaccinandi fragili le hanno viste anche all’interno dell’inferno (scusate la cacofonia) per le oltre cinque ore di attesa sempre debitamente trascorse all’impiedi, quasi sempre all’esterno, con una temperatura non certamente primaverile e, per giunta, sotto una fastidiosissima sottile pioggia. Nella circostanza sono stati in molti, con i bigliettini in mano riportanti numeri superiori a 800, e col turno fermo intorno a 500, a ricordare la celebre frase pronunciata da Marty Feldman nel film Frankenstein Junior: “potrebbe andar peggio, potrebbe piovere”.

Ma vorrei spiegare meglio cosa è accaduto perché in quel caos molta gente se l’è presa con gli operatori sbagliati. Pare infatti, almeno così ha spiegato il responsabile dell’organizzazione, che gli informatici che hanno lavorato sul software delle prenotazioni, hanno fatto l’ennesimo errore di programmazione, come ormai troppo spesso capita quando le istituzioni si affidano a loro per organizzare la gestione di eventi di massa come questa della vaccinazione anti-covid (vedi eventi precedenti come il “click day”, l’avvio delle richieste dei bonus ecc. ecc.).

Era stato richiesto al sistema informatico di accettare prenotazioni solo di 100 persone per ciascuna fascia oraria, invece il software ne ha predisposte 180. Immaginate dunque quanti vaccinandi hanno dovuto fronteggiare i soli 20 medici a disposizione della struttura, praticamente il doppio di quelli previsti per ogni giornata e per ogni fascia oraria all’interno di ciascuna giornata.

Purtroppo il problema è sorto proprio con i vaccinandi cosiddetti “fragili” a turno da qualche giorno per strada e ultimamente pure sotto la pioggia. Anzi, tutto sommato, non è accaduto niente nonostante le sacrosante proteste di centinaia di persone inviperite.

Gli errori degli informatici (spesso in preda a eccessiva autostima non supportata da adeguate capacità professionali) ricadono così sulle istituzioni e sulla gente coinvolta e spesso non c’è modo di rimediare; in questo caso in particolare, non potendo avvertire telefonicamente tante persone di presentarsi dopo la data prestabilita nella prenotazione e non potendo modificare la turnazione già predisposta per diverse migliaia di vaccinandi, l’Assessore Razza potrebbe solo intervenire raddoppiando i medici e il personale presente in Fiera, ma questa soluzione probabilmente non è tanto facile da realizzare.

Intanto, in attesa di rimediare in qualche modo per impedire il ripetersi della sceneggiatura dantesca all’interno della Fiera del Mediterraneo, le vaccinazioni del fine settimana sono state sospese. Vedremo cosa accadrà lunedì 22 marzo alla riapertura; comunque consiglio a chi è a turno per quella data di portarsi l’ombrello, una sciarpa bella pesante, uno sgabello portatile, la colazione a sacco e, magari, farsi accompagnare pure da Virgilio, chissà possa intercedere in qualche modo con l’infernale sistema informatico per guadagnare qualche posizione nella coda dei poveri “dannati”.

Autore dell'articolo: admin

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