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Ustica: una breccia nel muro

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Nella serata del 25 giugno u.s. su Rai3 è andato in onda il programma “Ustica: una breccia nel muro” presentato e coordinato da Massimo Giletti.
 
In sostanza nulla di nuovo sull’ipotesi principale che già dal giugno del 1980 si era prospettata per l’intera popolazione italiana, fatta eccezione per l’aeronautica militare nostrana e per i tanti depistatori che ancora oggi, dopo 44 anni, continuano a “sparare” scempiaggini per confondere le idee nel tentativo, ormai patetico, di nascondere la verità sulla tragedia.
 
Da subito infatti si era capito che lo scenario di quella maledetta notte era uno “scenario di guerra” e che l’aereo di linea italiano ne era rimasto coinvolto.
 

Ma il programma di Giletti, ribadendo sostanzialmente la nota teoria del missile (la più accreditata), ha portato all’attenzione nazionale una serie di prove e di testimonianze che hanno fatto annichilire tutte le ipotesi contrarie. Peraltro coloro che ancora oggi (come il Generale Leonardo Tricarico, presente nella trasmissione) si ostinano a sostenere l’ipotesi sconclusionata della bomba a bordo, insistono nel dire che nel Mediterraneo quella notte non c’erano né aerei né navi militari. Questa colossale frottola è smentita dai fatti, dalle testimonianze dirette, dagli organi di stampa dell’epoca, dalle foto della mattina di quel 27 giugno che evidenziano la presenza della portaerei americana Saratoga nel porto di Napoli e dalle stesse sentenze del Giudice Rosario Priore. Inoltre è stata accertata anche la presenza di una portaerei francese, eppure ancora oggi si sostiene che nel basso Mediterraneo c’era la pace assoluta, che non ci sono stati scontri aerei e che il caccia libico caduto nella Sila non c’entra nulla con la strage di Ustica.

E’ evidente invece che i fatti sono concatenati e che quella notte “qualcuno” ha tentato di colpire “qualcuno” pur sapendo che nella zona stava transitando un aereo di linea con 81 vittime a bordo.
 
Non ci meravigliano tanto l’ostinazione dei depistatori e la coltre di silenzio dell’aeronautica militare italiana, il potere e chi è obbligato a difenderlo agiscono all’unisono, dunque la domanda è: cui prodest? Chi, per restare nell’ombra, ha raccolto i benefici di tanti ostinati “dirottamenti” (visto che si parla di aerei) della verità da parte delle Autorità Italiane?

Autore dell'articolo: admin

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