Per i governi in carica (tutti ma per l’attuale ancora di più), il giornalismo consiste in:
- – dare le notizie utili all’immagine del governo;
- – passare a setaccio le notizie per non far fare brutta figura alla maggioranza di governo;
- – insabbiare le notizie scomode al governo;
- – dare il massimo risalto in tv ai “giornalisti” allineati con la maggioranza di governo o raccomandati da politici in auge.
- – per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle attività impopolari del governo, pubblicare tutto ciò che può frizzare sugli animi della gente comune, condendo gli eventi di cronaca con dettagli a tinte forti ma totalmente fini a se stessi rispetto ai fatti di cronaca connessi.
Insomma, da sempre per i vari governi in carica nel nostro Paese (ma anche nel resto del mondo) il giornalismo non può e non deve essere INDIPENDENTE e non può prescindere dalle linee guida del vigente sistema di potere … tutti coloro che escono fuori da questo cliché sono “dissidenti sovversivi” da tenere sotto controllo …. ricorda un po’ il fascismo, vero?
Però ci riempiamo le bocche con le celebri etichette costituzionali sulla “libertà di pensiero” e sul “diritto all’informazione“; ma che pensiero libero è, e che informazione è tutta quella brodaglia manipolata che sgocciola giù dal setaccio istituzionale e politico?
Per coloro che hanno un account su Facebook proponiamo un post al riguardo di Marco Travaglio, ecco il relativo link diretto sul post relativo alla “legge bavaglio” o “legge museruola“:
https://www.facebook.com/photo/?fbid=1158845172267339&set=a.208181980667001
