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Benigni e i suoi dietrofront maligni

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Roberto Benigni, una enorme delusione.

L’attore toscano è “caduto dal cuore” a moltissimi italiani, dopo aver “cantato” le lodi alla Costituzione Italiana solo pochissimo tempo fa, in questi giorni, intervistato da quell’altro “genio televisivo” di vincenzo mollica, ha fatto una inaspettata quanto scriteriata “marcia indietro” sullo stesso argomento.

Per carità! Si dice sempre che l’uomo intelligente deve anche saper fare evolvere le proprie idee, ma in questo caso più che di una evoluzione bisognerebbe parlare o di follia pura o di incoerenza patologica o, magari, anche di offesa alle capacità intellettive degli italiani.

Non è minimamente concepibile tentare di “imporre” alla gente un inverosimile algoritmo mentale che vorrebbe presentare come “necessario” un cambiamento di qualcosa (la Costituzione appunto) che è stata esaltata come “perfetta”.  Equivale a prendere per “dementi” tutti gli italiani la presunzione di volerli convincere che perfezione vuol dire anche eventualità di cambiamento; ma se una cosa è già perfetta, il modificarla costituisce in ogni caso un passo indietro, un metodo stupido per peggiorarla. Non è filosofia, è pura logica; e chi tenta di far passare per buono un concetto tanto controverso e assurdo o è un neo-sofista, o un voltagabbana o un mercenario delle teorie ideologiche.

In ogni caso non sarà mai più quel Benigni che veniva idolatrato, a questo punto erroneamente, come uno degli intellettuali più validi e saggi dell’intero panorama artistico mondiale.

Già la sua filippica in favore della Costituzione era apparsa a molti un sorta di lecchinaggio a napolitano che l’aveva voluta con forza, ma oggi, chi aveva storto il muso ascoltando il panegirico di qualche anno fa del “toscanaccio”, è stato quasi colpito da semiparesi (sempre al muso) per le sciocchezze inventate per giustificarne la “necessità” dei cambiamenti.

Un po’ di tempo fa qualsiasi cosa avesse detto Benigni veniva accolta come “verità assoluta”, come distillato di filosofia popolare spicciola che avrebbe potuto esaltare, e forse anche civilizzare, le coscienze nell’opinione pubblica; oggi l’attore ha distrutto la sua stessa immagine artistica e umana, ne ha fatto una delle sue tante caricature.

La gente pensa ormai che per soldi sarebbe anche capace di fare l’apologia pure al percolato.

Autore dell'articolo: Iron Icman

Iron Icman

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