Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

L’era diabolica del “profittocene”

Visite: 28
Ricordate quando l’opinione pubblica mondiale (ma soprattutto la trasmissione televisiva di Rai 3 “Leonardo”) ipotizzò che la diffusione del “covid19” fosse partita da un laboratorio che manipolava i virus per creare nuove armi biologiche?
 
Ebbene, non era poi un’ipotesi così infondata, come i media (e la stessa Rai in particolare) si affrettarono subito a valutare per tenere a bada lo sdegno popolare che ne sarebbe scaturito.
 
Oggi viene fuori questa notizia che, se confermata, rimetterebbe in piedi questa orrenda teoria: a gennaio di quest’anno, due “scienziati” (sarebbe più corretto chiamarli criminali) Vincent Munster e Claude Kwe, “consulenti” esterni del governo americano, sono stati arrestati all’aeroporto di Detroit, mentre cercavano di importare clandestinamente dal Congo il virus MPVX (vaiolo della scimmia).
 
Purtroppo non si tratta solo di teorie complottistiche, piuttosto di un’orrenda realtà che cammina a braccetto con l’obiettivo fondamentale di questa dannata era geologica che stiamo vivendo e che spesso abbiamo chiamato in questo blog “PROFITTOCENE“. Tutto gira attorno al tornaconto personale, alla ricerca continua, compulsiva, sconsiderata, immorale, e diabolica del GUADAGNO A OGNI COSTO. Non importa se per racimolare denaro si compiono stragi, e le guerre sono il più classico degli esempi, non ha alcuna importanza se si finisce per speculare sulla morte degli altri, la cosa essenziale è il PROFITTO ASSOLUTO.
In questo tristissimo scenario fanno da protagonisti la competitività estrema, il menefreghismo, la crudeltà e la disumanità.
Non c’è dunque da meravigliarsi se nel mondo sono presenti laboratori occulti dove si elaborano virus e agenti patogeni da vendere al maggiore offerente come armi letali da utilizzare contro i nemici, per quanto fantomatici essi siano.
 
Nell’articolo di Massimo Mazzucco, che vi proponiamo di seguito, viene citato un evento di criminalità scientifica relativo proprio a questo orrendo fenomeno sociale.
 

 

Ogni volta che i media lanciano un nuovo “allarme virus”, noi abbiamo imparato a sospettare che alle spalle ci siano le aziende farmaceutiche, che non vedono l’ora di creare un nuovo caso Covid per tornare a vendere miliardi di vaccini.

Ci manca però un pezzo della storia: come possono le farmaceutiche sperare di trasformare un semplice allarme generico, situato magari in terre lontane, in una epidemia vera e propria alle porte di casa nostra?

In fondo è semplice. Ci vuole qualcuno che trasporti il virus nel paese in cui intendi creare il nuovo focolaio.

Ora, noi non sappiamo se è il caso seguente possa rientrare in questo scenario, ma gli elementi per sospettarlo ci sono tutti.

Lo scorso gennaio, due scienziati che lavorano per il governo americano, Vincent Munster e Claude Kwe, sono stati arrestati all’aeroporto di Detroit, mentre cercavano di importare clandestinamente dal Congo il virus MPVX (vaiolo della scimmia).

I due avevano preso un volo da Brazzaville a Parigi, e poi si erano imbarcati su un volo Delta da Parigi fino a Detroit. Alla dogana gli sono stati confiscate 113 fialette nascoste in un contenitore di plastica, che loro stavano cercando di far passare per “strumentazione scientifica”.

Ad oggi, alla FBI ha esaminato 20 di quelle fialette, e dichiara che 17 di queste contenevano il virus del vaiolo della scimmia deattivato, mentre altre due contenevano il virus della aviaria. L’ultima conteneva solo DNA umano.

Munster e Kwe lavorano in un laboratorio di Biosicurezza di Livello 4 (BSL-4). Si tratta di strutture con il più alto livello di precauzioni di biosicurezza, per la ricerca scientifica su patogeni mortali che possono essere trasmessi per via aerea.

Ora, è vero che il virus, se veramente deattivato, non può dare origine a nuovi focolai, ma a questo punto sorgono diverse domande:

1) Se la FBI ha esaminato solo 20 fialette, come facciamo noi a sapere se fra le restanti 93 non ce n’è magari una, nascosta fra le altre, che contenga il virus ancora attivo?

2) Se per caso la FBI fra le altre fialette ne trovasse una che contiene il virus ancora attivo, siamo sicuri che ce lo direbbero?

3) Se davvero i due scienziati stavano svolgendo una pura funzione di ricerca, che è strettamente regolamentata da leggi internazionali, che bisogno avevano di nascondere le fialette e cercare di farle passare alla dogana senza che venissero rilevate? Ora i due scienziati rischiano 5 anni di carcere: perchè correre questo rischio, se il lavoro che stavano facendo era legale?

Massimo Mazzucco


 

Autore dell'articolo: admin

Lascia un commento