Tutto ciò che della tecnologia ci stupisce in un primo momento, poi, con la diffusione di massa del suo utilizzo imposta dalle piattaforme per farne il maggiore business possibile, si finisce inevitabilmente per normalizzarne la percezione e magari, col tempo, si arriva perfino a banalizzarne la fruizione.
Chi si meraviglia oggi dei telefoni cellulari che si connettono con il mondo intero? Chi si stupisce più nel veder danzare la Zumba ai gattini su milioni di post presentati in rete dai social? Chi spalanca ancora gli occhi dinanzi le splendide fattezze di giovanni donne inventate interamente dall’intelligenza artificiale?
Per dirla con una metafora meteorologica: “quando si ha sete anche una semplice goccia d’acqua che ti arriva dal cielo viene particolarmente apprezzata, ma sotto un diluvio la voglia di bere finisce per passare del tutto“.
In un interessante post su Facebook, Gianluigi Ballarani, docente universitario, autore e divulgatore digitale, sostiene che “quando tutti avranno la stessa macchina fotografica, tornerà a contare il fotografo”.
Vi proponiamo dunque il breve video di Ballarani per chiarire ulteriormente il concetto che stiamo analizzando.
