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Israele in America starebbe meglio

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Potrebbe anche essere una delle tante provocazioni “trampiane” nel tentativo di poter cambiare le cose in qualche modo.

Così il nuovo presidente usa, per risolvere il problema in medio oriente, ha pensato bene di spostare la Popolazione Palestinese su altri territori e permettere a israele di ESPANDERSI fino al mare sulle macerie di Gaza, creando così una lussuosa riviera per vip (probabilmente il vero scopo degli ebrei già dall’inizio della guerra che così permetterebbe a israele di ingrandire “finalmente” il proprio territorio sbarazzandosi anche dell’odiato nemico Palestinese al quale da molti decenni ha già rubato enormi pezzi di terra).

Anche noi vogliamo proporre a Trump un’analoga “provocazione” in considerazione del grande AMORE che gli usa hanno da sempre manifestato (chissà perché) per il povero e tanto vituperato popolo ebreo: perché non SPOSTARE INTERAMENTE ISRAELE IN UN AMPIO SPAZIO STATUNITENSE, magari sulle rive del nuovo ribattezzato GOLFO D’AMERICA? (potrebbe andar bene per esempio la costa del Texas, che già è uno stato molto grande).

Gli ebrei vivrebbero felici accanto ai loro benefattori, amici di lunga data, su grandi territori in prossimità addirittura di un oceano, senza più guerre contro i terroristi di hamas e i “guerrafondai” di hezbollah e senza più la “necessità” di “dover” compiere altri genocidi per “difendersi”.

Entrambe le idee di spostare interamente, a migliaia di chilometri l’uno dall’altro, uno dei due stati sempre in lotta fra loro sono plausibili e pertanto si equivalgono.

Anzi lo spostamento di israele, piazzato dall’ONU nella vecchia Palestina da appena 77 anni, dovrebbe essere quello più corretto, in quanto nazione meno radicata su quel territorio che occupa attualmente e soprattutto non più in prossimità di popolazioni nemiche … sempre a patto che non cominci a “colonizzare” e bisticciare col Messico.

Autore dell'articolo: Santokenonsuda

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