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Antisionismo non vuol dire antisemitismo

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Uno dei più pericolosi movimenti politici dell’era moderna è il sionismo. È un’ideologia nata inizialmente per affermare il diritto, peraltro sacrosanto, all’autodeterminazione del Popolo Ebraico, ma nella regione, ed è qui che parte la prima assurdità, della terra abitata dai Palestinesi che l’Israele sionista rivendica UNILATERALMENTE come propria.

In realtà quella “santa” terra tanto contesa è stata sempre dimora storica del Popolo di Palestina, e in passato regione posseduta dagli egizi, filistei, assiri, babilonesi, romani bizantini, arabi, crociati e ottomani. È dunque un lungo elenco quello dei dominatori che si sono alternati su questi territori. Ma nel momento in cui l’ONU determinò (il 14 maggio del 1948) la nascita dello Stato Ebraico, dividendo di fatto l’intera regione abitata dai Palestinesi in due territori, il movimento sionista iniziò la sua lunga e ostinata “tattica” di espansione territoriale con l’obiettivo, neanche tanto tacito, di estendere il più possibile lo Stato di Israele sulle terre MAI CONCESSE dall’ONU e quindi ancora abitate dagli arabi palestinesi.

L’aberrante volontà sionista, probabilmente neanche tanto riconosciuta dal resto del Popolo d’Israele almeno agli inizi, viene comunque portata avanti da ben 77 anni  con tecniche psicologiche, occulte strategie mediatiche, e forse perfino con oscuri “agguati di palazzo” per manipolare la volontà popolare e l’andamento politico dell’intero paese. Per fare un esempio in merito basta ricordare l’uccisione di Yitzhak Rabin il 4 novembre del 1995 da parte di un giovane dell’estrema destra israeliana durante un comizio intitolato “Sì alla pace, no alla violenza“. Rabin infatti, pur essendo figlio di una famiglia sionista, nel suo ruolo di Premier Israeliano aveva fatto tutto il possibile per stilare una pace definitiva con i Palestinesi, fino al punto dall’essere insignito del Premio Nobel per la Pace nel 1994. Fu dunque un vero e proprio simbolo del processo di pace israelo-palestinese che non andava giù al resto del movimento sionista, concentrato invece sull’obiettivo opposto: completa distruzione e conquista del territorio palestinese e del suo Popolo. Rabin dunque dava fastidio con la sua ricerca di Pace, la guerra dei sionisti doveva riprendere nel modo più cruento possibile.

L’ascesa dei sionisti al potere ha permesso quindi nei decenni successivi le massicce colonizzazioni (da parte di elementi violenti e spietati forse appositamente scelti per difendere le postazioni occupate – ma anche questa è una forma di guerra), i continui scontri armati (almeno da parte israeliana – i Palestinesi nelle intifade lanciavano solo pietre), il lavaggio dei cervelli della popolazione ebrea mediante apposite campagne mediatiche e perfino scolastiche, e pertanto lo sviluppo “artificiale” di un ODIO immotivato contro l’inerme popolazione palestinese, che a sua volta ha fatto scattare un altrettanto scriteriato ODIO da parte del gruppo terroristico di hamas, che nella sua sconfinata follia intende ancora “difendere” i Palestinesi, in realtà fatti letteralmente prigionieri nella loro stessa martoriata terra sia dagli israeliani sia dai terroristi di hamas.

Quando si parla dunque di sdegno internazionale per la scriteriata attività bellica intrapresa da Israele, con la scusa dell’attentato del 7 ottobre 2023, non si fa ASSOLUTAMENTE “antisemitismo“, piuttosto si portano allo scoperto le vere intenzioni dei sionisti d’Israele che, fra insulse lagnanze di antisemitismo e puerili “offese” manifestate per la mancata accettazione internazionale del “GENOCIDIO PALESTINESE”, portano avanti il vecchio e perfino vantato disegno del “Grande Israele“, proprio come quello della “Grande Germania“, della “Grande Serbia” ecc. ecc.

Insomma sionismo, razzismo, nazionalismo estremo, nazismo, fascismo, espansionismo, colonialismo appaiono quasi sinonimi.

Occorre comprendere quindi che il peggiore ANTISEMITA è colui che specula su questa parola per accusare gli altri della scriteriata discriminazione che invece continuano a fare da oltre settant’anni i SIONISTI israeliani.
Quindi nessun ANTISIONISTA dev’essere considerato antisemita, perché è proprio l’ANTISIONISMO che combatte la natura NAZISTA dei sioniti che si ritengono “razza superiore“, proprio come facevano i nazisti vantando la loro demenziale “razza ariana“.

Ditelo a “netamiaumiau” e ai suoi “complici” sionisti sparsi nell’attuale governo istraeliano.

Autore dell'articolo: Santokenonsuda

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