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Assassini, nazisti e vigliacchi

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Il post è lungo, ma il titolo ne è già l’estremo riassunto. Qualcuno potrebbe ricordarmi, e a ragione, che spesso i confini sono linee inventate dall’uomo, benché servano a costituire organizzazioni sociali, cioè Stati, inevitabili affinché tutto non degeneri nel caos e nella fine totale. E questo mi sembra abbastanza palese. Una Nazione (cito) è: “Il complesso delle persone che hanno comunanza di origine, di lingua, di storia e che di tale unità hanno coscienza, anche indipendentemente dalla realizzazione in unità politica”. Questa è una Nazione, prodromo dell’organismo “Stato”, o almeno quello che dovrebbe essere. Poi ci sono gli Stati “creati ad arte”, senza arte né parte, poiché mancano di diversi elementi necessari alla loro definizione: l’origine storico/territoriale, innanzitutto, al di là delle favolette fideistiche. E gli Stati, inoltre, immaginati intorno a un credo religioso tra mille Stati laici e un milione di religioni diverse, sebbene una comunanza religiosa, per definizione, non costituisca né Stato né Nazione. Ebbene, Israele rappresenta entrambe le “fantasie”, poiché di fatto, come Stato e come Nazione, non esiste né è mai è esistito. Per definizione, appunto. Esiste per artificio, certo, come risarcimento per un genocidio subìto da parte di una religione (perché l’etnia è tutt’altra cosa, sia chiaro) che si è stabilito dovesse possedere una terra, chissà perché, a differenza di tutte le altre fedi del mondo. E che si è evoluto poiché costituisce il periscopio armato occidentale, americano in primis, su un settore di mondo che all’Occidente non piace ma a cui, allo stesso tempo, fa molta gola. Questo per un’imperativa esigenza di sintesi. In definitiva, Israele soggiace esattamente dove non dovrebbe stare.
Un frammento che non si incastra, una nota fuori spartito, un intruso. Un’invenzione umana, per l’appunto. Un’invenzione come le discriminazioni razziali, il “Mein Kampf”, i deliri espansionistici di Netanyahu, il pretesto che per scovare qualche terrorista (attraverso la migliore “intelligence” del mondo, si badi) si debbano massacrare impunemente 25.000 bambini e 45.000 civili adulti, senza considerare cosa significhi in termini di sviluppo futuro aver raso al suolo un’intera Nazione (e sì, stavolta la definizione calza perfettamente, ma per la Palestina). Però fa comodo all’Occidente. A Trump, all’Italia pecorona e pecoreccia, tra i vari. Senza voler considerare che anche Hamas è una creazione di Israele, poiché soltanto i folli (o i vigliacchi e i bugiardi) non riescono a comprendere che decenni d’oppressione (abusiva, oltretutto) non possono generare altro, ovunque e in qualsiasi tempo, che ribellione; e che la rivoluzione, chi non ha i mezzi dell’avversario, la fa come può, anche attraverso la guerriglia e gli atti di terrore. Oppure, magari in questo caso, attraverso il terrorismo assistito, quello che fa passare gli assassini per vittime e concede a chi lo desiderava da tempo il diritto presunto di sterminare un popolo, di prendersi la sua terra una volta per tutte e, perché no?, di espandere l’egemonia di David su tutto il Medio Oriente, attaccando un po’ qua e un po’ là a seconda di cosa conviene fare. Ha ragione Iacchetti quando dice che non esiste contradditorio sulla questione: non può esserci contradditorio sulla verità (quando non è corredata da visioni interessate e faziose), sullo sterminio che viene etichettato “guerra” quando a combattere è tuttavia un solo esercito, sulle scuse accampate per prendersi il Medio Oriente e occidentalizzarlo a dovere. Non esiste contradditorio quando parliamo di uno Stato che non è uno Stato, di un popolo che non rinnega nettamente il genocidio oggi perpetrato dopo averlo subìto, certamente con differenti modalità, ottant’anni fa. Non esiste contraddittorio su chi si comporta peggio del proprio carnefice dopo aver tratto un oggettivo vantaggio, benché a posteriori, dalle azioni del proprio carnefice; con chi persiste a trovare alibi per giustificare una presenza clandestina e assassina; con chi, vigliaccamente, riempiendosi la bocca con frasi di fratellanza e pace nel mondo, non ferma per sempre un nazista che da Adolf Hitler ha assunto le sembianze viscide di Benjamin Netanyahu e di tutti i suoi accoliti.

Autore dell'articolo: Alessandro Vizzino

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