Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Sturmstrunzen

Visite: 118
 
L’editoriale di Marco Travaglio (che riportiamo qui di seguito) spiega al meglio l’infima figura di zelensky e delle sue origini, per quanto in questo blog ne abbiamo parlato più volte fin dall’inizio della guerra russo-ucraina.

«L’assenza di Zelensky al vertice di Danzica per la ricostruzione dell’Ucraina (che tutti continuano a distruggere), gli accordi di cooperazione fra industrie militari di Kiev e dei Paesi Ue e i deliri di Von der Leyen e Kallas sull’esigenza di “integrare” i nostri sistemi di difesa con quello ucraino dovrebbero terrorizzarci per il futuro che ci stanno apparecchiando gli irresponsabili sgovernanti d’Europa. In 52 mesi di guerra la Polonia è stata il Paese Ue più filo-ucraino e anti-russo con le repubblichette baltiche, fra i più prodighi di armi e i più ostili ai negoziati, nonché complice dell’attentato ai gasdotti Nord Stream perpetrato da Kiev con l’avallo di Biden. Poi Zelensky ha celebrato come “eroi”, intitolando loro un’unità dell’esercito, i nazionalisti dell’Upa, l’Armata insurrezionale ucraina che nella II guerra mondiale fiancheggiò i nazisti contro l’Urss e massacrò oltre 100mila civili fra polacchi ed ebrei in Volinia ed Est Galizia. Uno sterminio che il Parlamento polacco considera “genocidio”: infatti Varsavia ha revocato a Zelensky l’onorificenza dell’Aquila Bianca. E Mosca ci ha intinto il biscotto: “Ecco, vedete che Zelensky è nazista?”. Ovviamente è propaganda: Zelensky fu eletto nel 2019 perché, da buon russofono e russofilo, prometteva la pace con Putin. Poi fece l’opposto, mettendosi sotto il ricatto e la protezione dei nazi-nazionalisti: quelli che spararono a Maidan nel 2014 per i servizi Usa, venerano il collaborazionista Bandera, esibiscono svastiche, animano battaglioni neri come l’Azov e il Dnipro e sabotano ogni negoziato: fino al 2022, d’intesa con Usa e Uk, minacciarono ministri e deputati per impedire a Poroshenko e Zelensky di rispettare gli accordi di Minsk dando l’autonomia al Donbass; e dopo l’invasione han seguitato a intimidire il governo perché respinga qualsiasi compromesso.
Il nazionalismo ucraino è maggioritario nelle regioni occidentali: se non ha mai vinto le elezioni è perché era controbilanciato dai voti dei russofoni e russofili del Sud-Est. Ma ora che gli oblast di Crimea, Lugansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia sono in tutto o in parte occupati e votano ormai alle elezioni russe, alle prossime elezioni l’Ucraina si troverà l’estrema destra al governo, con ministri nazi-fascisti, come già dopo il golpe bianco di Maidan e prima della frenata di Zelensky (che fece il pieno proprio in Donbass e dintorni). Ogni negoziato verrà boicottato e, se la pace fosse siglata prima del voto, sarebbe rinnegata subito dopo. A quel punto un’Ucraina integrata nell’Ue o, peggio, nel nostro sistema di difesa, ci trascinerà in una guerra permanente contro la Russia. E scopriremo, come sempre troppo tardi, di esserci allevati una serpe in seno. O magari chiederemo a Putin di difenderci.»

 
Chi non conosce la storia recente (recente per modo di dire perché occorre risalire alla fine della seconda guerra mondiale) si è fatto affascinare dalle narrazioni fantasiose e strumentali dei media asserviti al mainstream, che dipingono il “puffo nero” (nei fumetti di Peyo diventato così perché morso da “mosca) come una sorta di “eroe” per la sua nazione; ma zelensky in realtà sta trascinando alla rovina sia la sua stessa terra, sia un’intera generazione di giovani ucraini, sia la comunità europea che continua pervicacemente a finanziarlo (ovviamente su specifico input degli usa) impoverendo senza alcun criterio gli stati membri e apparendo di fatto agli occhi della Russia come alleato bellico dell’Ucraina (che ricordiamo è stato uno dei membri fondatori dell’ex URSS, quindi tutt’altro che nazione “europea”). Però “ufficialmente” l’ue continua a starnazzare di non avere alcuna intenzione di entrare in questa maledetta guerra. Come Giano bifronte, una testa a due facce.
 
L’Ucraina non è mai stata una componente dell’Europa, anzi, come abbiamo detto, è stata uno degli stati fondatori dell’URSS, di fatto dunque è sostanzialmente un territorio di un altro continente, altra cultura, altro assetto politico, ed è pressoché russa, nonostante abbia agito in diverse circostanze in “modalità nazistoide” contro la Polonia (che è invece uno stato europeo) e lo stesso Donbass che, prima dell’intervento di Mosca, era perfino un suo territorio.
 
Cosa c’entra dunque l’Ucraina con l’Europa? Perché chiunque vuole entrare nell’UE viene subito preso in considerazione anche se la cosa sembra configurarsi al pari del celebre “cavallo di Troia“? (con gli USA al posto degli Achei)
Perché permettere all’Europa di sottoporsi ai rischi di uno scontro frontale con la Russia per favorire l’istallazione di missili NATO puntati contro Mosca in un territorio che aspira, SOLO PER QUESTO, a entrare nell’UE e nella NATO stessa? (abbiamo ricordato più volte la crisi di Cuba del 1962 che appare proprio come lo stesso evento visto però all’incontrario).
 
Insomma siamo tanto sicuri che il “puffo nero”, prima di essere stato punto da “Mosca”, non sia stato morso soprattutto dagli USA di Biden e dalle aspirazioni espansionistiche della NATO?

Autore dell'articolo: Santokenonsuda

Lascia un commento