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Perché la Flotilla rifiuta i compromessi

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Nel bastardo gioco delle INTERPRETAZIONI DI COMODO ogni compromesso, come la proposta di Mattarella, può essere letto come riconoscimento di fatto della “legittimità degli attacchi a Gaza“; e d’altra parte il silenzio totale e la ripugnante INERZIA dell’insulsa comunità europea, tanto attiva e belligerante invece nei confronti della Russia, la dicono tutta sulla volontà occidentale di non contrastare minimamente la “pulizia etnica” portata avanti da 77 anni in Palestina.

Ecco perché la Flotilla non vuole accettare i pur comprensibili tentativi di salvaguardare le vite umane presenti su quelle barche con proposte di mediazione che però, di fatto, finiscono col concedere a “netamiaumiau & c.” un INESISTENTE DIRITTO alla reazione bellica contro barche DISARMATE di civili che portano cibo e medicinali a una Popolazione martoriata.

Colpire gli aiuti civili via mare dimostrerebbe ULTERIORMENTE in modo PALESE e INDISCUTIBILE al mondo intero che il governo sionista d’israele NON HA ALCUNA INTENZIONE DI SALVARE I CIVILI PALESTINESI rimasti in vita (già 70.000 sono stati uccisi) e quindi cibo e medicine NON DEVONO RAGGIUNGERE IN ALCUN MODO il territorio che israele vorrebbe annettersi, privandolo con tutti i mezzi possibili (bombe, fucili, mitra, droni, carri armati, fame, sete, malattie … ecc.) dei disgraziati cittadini Palestinesi già prigionieri di hamas proprio come lo sono gli ostaggi israeliani.

Autore dell'articolo: admin

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