L’AI di Google alla voce EFFETTO DUNNING-KRUGER recita così. “È un pregiudizio cognitivo per cui gli individui incompetenti tendono a sovrastimare le proprie capacità, mentre quelli più competenti possono sottovalutarsi. Questo fenomeno deriva da un deficit metacognitivo che impedisce alle persone meno esperte di riconoscere la propria incompetenza, portandole a credere di essere più abili di quanto non siano realmente. Chi ha maggiore competenza è invece più consapevole della vastità del sapere e dei propri limiti, tendendo così a essere più prudente nelle proprie autovalutazioni.“
Dite la verità: ma già oggi non vi sentite circondati da centinaia di individui incompetenti e ignoranti ma terribilmente presuntuosi solo perché si documentano su Google?
Se la prima parte dell’effetto Dunnig-Kruger è così diffuso a causa della “cultura facile” indotta dagli algoritmi di Google, figuriamoci quando intere masse popolari si rivolgeranno all’intelligenza artificiale per “dimostrare” agli altri la loro “straordinaria” conoscenza e la loro “falsa superiorità intellettiva“!
L’AI, come profetizza Marco Camisani Calzolari, genererà un mondo di “idioti da premio Nobel” perché, agendo sull’incompetenza di tantissimi ignoranti che aspirano ad alimentare all’infinito il proprio ego, non farà più percepire all’essere umano in generale la differenza fra la verità e la menzogna articolata prodotta proprio dalle macchine.

