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Dopo la tradizionale esposizione di “pagliacci” “vestiti come dei bonzi”, all’infinita carrellata di “immondizie musicali” e alla sfilata di personaggi dai nomi irripetibili, parata tuttora purtroppo in pieno corso (e chissà per quanti mesi ancora), FINALMENTE LA RAI SI È RISCATTATA MANDANDO IN ONDA UN MERAVIGLIOSO DOCUFILM SU FRANCO BATTIATO, proprio a chiusura (quella ufficiale, perché lo strazio continuerà per molto tempo) della “kermesse” sanremese.
Il titolo del film su Battiato è “Il lungo viaggio” e paradossalmente potrebbe anche essere letto, con una chiave di lettura diversa, come il titolo metaforico di quello che stanno subendo i telespettatori Rai a seguito della chiusura di ogni festival di Sanremo: un lungo (se non addirittura infinito) cammino fra le inqualificabili repliche di un prodotto ormai stantio, ripetitivo, trash e talvolta (a secondo dei gusti) perfino disgustoso, che viene DILATATO su tutte le reti Rai da un ottobre all’altro, passando dalle “trionfali” e autoreferenziali trasmissioni che inneggiano per il resto dell’anno al festival appena chiuso, per poi transitare in automatico (già dal mese di ottobre) alle successive minchiate artatamente costruite per promuovere l’edizione successiva, con tanto di false polemiche, di “sorprese” sui nomi dei cantanti, di “invenzioni” propagandistiche utili a stimolare la curiosità degli “aficionados” … e così via stronzando.
Finalmente però la Rai, dopo aver gonfiato fino alla follia con venefici gas di “scarico” un pallone aerostatico che tuttavia non vuole volare fuori dai nostri teleschermi (ora sarebbe veramente opportuno una volta per tutte), ci ha fatto respirare l’aria incontaminata della musica ascetica di Battiato, fra le vette più alte che l’animo umano è ancora capace di raggiungere. Un documento che fa riflettere, sognare, sperare e “risorgere” in quel caos storico e mediatico in cui siamo totalmente immersi.
“com’è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore. In quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore.
Ho sentito degli spari in una via del centro
Quante stupide galline che si azzuffano per niente.“
