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Il blogger Massimo Mazzucco ha pubblicato un articolo sul sito “Luogocomune.net” nel quale cita una rivelazione del whistleblower della CIA, James Erdman, fatta di fronte a una commissione senatoriale statunitense. Nella dichiarazione di Erdman la CIA viene accusata di aver condotto un blitz negli uffici di Tulsi Gabbard, la direttrice del Department of National Security, nel quale sono stati sottratti scatoloni di documenti sul caso Kennedy e sul progetto MK-Ultra, che erano in attesa di essere desecretati.
A chi non conosce il progetto della CIA denominato “MK ULTRA” consigliamo la lettura del romanzo “LA CACCIA DELLA CHIMERA” (ecco il link che riporta al libro: https://edizionidrawup.it/prodotto/la-caccia-della-chimera/ )
Si tratta di una orrenda ricerca bellico-scientifica che trae origini dal nazismo e dall’attività del medico criminale tedesco Josef Mengele.
Mentre per chi non capisce il motivo del “furto” dei documenti sulla morte di J.F. Kennedy (che stavano per essere desecretati) basta ricordare che la vittima dell’attentato di Dallas (1963) fu L’UNICO PRESIDENTE DEGLI USA CHE NON VOLEVA ASSOLUTAMENTE CHE ISRAELE SI DOTASSE DELL’ATOMICA, come peraltro anche il resto del mondo.
Guarda caso però, dopo la morte di Kennedy, Israele raggiunse ugualmente lo status di potenza atomica fra il 1966 e il 1967. Allora il Primo Ministro di Israele era Levi Eshkol e il Presidente degli Usa era Lyndon B. Johnson, che lasciò correre sulla “presa in giro” di Israele, ai danni di Kennedy e degli ispettori americani, avvenuta in passato nel momento in cui si era esaminato lo stato d’avanzamento dell’attività nucleare di Tel Aviv. Gli israeliani avevano occultato agli ispettori i locali sotterranei dove si stava arricchendo l’uranio … sì, proprio come si dice abbia fatto l’Iran di questi tempi. Corsi e ricorsi storici dunque, ma con finali diametralmente opposti perché solo a Israele può essere concesso tutto e ancora più di tutto. Johnson, al contrario del suo predecessore assassinato, si mostrò infatti favorevole agli armamenti atomici israeliani.
Oggi Israele “vanta” almeno 90 testate nucleari nei suoi “depositi di morte” e alla luce di questa oscura storia sorgono ENORMI INTERROGATIVI sugli artefici del furto di quei documenti top-secret in procinto di diventare “patrimonio dell’umanità” e, pensandoci bene, magari anche sul reale movente dell’uccisione di J.F.Kennedy e dei relativi esecutori.
QUANDO I DOCUMENTI SCOTTANO TROPPO FINISCONO PER PRENDERE FUOCO E BRUCIARE PER SEMPRE … vedremo come finiranno dunque gli ormai celebri “EPSTEIN FILES“.
