Questo post è diretto ai Cittadini Palermitani che da anni assistono alle nascite di decine di piste ciclabili “imposte” nei luoghi più inverosimili di una città molto antica con pochissime strade larghe adatte a ospitarle.
Nel corso degli ultimi anni però il Comune di Palermo coriacemente (ma anche ottusamente) le ha “infilate” ovunque, paralizzando il traffico veicolare e rendendo persino impraticabile l’utilizzo dei percorsi da parte degli stessi ciclisti; tutto ciò per non perdere i fondi PNRR che probabilmente (ma questa è una nostra libera illazione) sono stati concessi a Palermo proprio perché razionalmente inutilizzabili con le strade troppo strette di questa città … se fosse così, trattandosi di una vera e propria “presa per i fondelli” europea, forse sarebbe stato meglio chiamarli fondi PRRR!
Abbiamo trovato in rete una simpatica foto di Piazza Pretoria (la celebre “Piazza della Vergogna” di Palermo, proprio antistante il Municipio) adattata alla tematica delle piste ciclabili assurde del Capoluogo siciliano.

A questa vignetta si aggiunge bene una vecchia opera del nostro disegnatore digitale Iron Icman del 2016 che abbiamo messo a corredo di questo articolo.
Nella vignetta di Iron Icman, di oltre dieci anni fa, si segnalava già l’assurdità di certe piste ciclabili poste al centro dei marciapiedi (e in particolare in quelli del Viale della Libertà). Allora la cittadinanza protestava vivacemente per i pericoli che si generavano per i pedoni che si avventuravano sui marciapiedi palermitani, ma anche per i ciclisti costretti a zigzagare fra alberi, edicole, passi carrabili, pali della luce, cassonetti e pedoni “indisciplinati”. Pensate che oggi, dopo dieci anni, il fenomeno si è amplificato notevolmente con l’avvento delle biciclette elettriche e dei monopattini “a reazione” che silenziosamente zompano da dietro agli ignari pedoni che osano sfiorare le linee bianche di demarcazione delle piste.
Permetteteci poi una riflessione finale: non siamo al corrente delle somme del PNRR (o PRRR! … fate un po’ voi) che sono state stanziate per queste opere “meritorie” che il Comune di Palermo fa di tutto per incassare, ma se i “cantieri” realizzati per questi lavori CONSISTONO SOLO NEL DISEGNARE STRISCE BIANCHE O GIALLE SULL’ASFALTO O SUI MARCIAPIEDI, allora quanto dovrebbe dare al Comune la Comunità Europea PER QUESTO SUO ENORME SFORZO? Se si dovesse trattare di importi limitati, allora probabilmente il gioco non varrebbe la candela; ma se gli importi non tengono conto della limitatezza dell’impegno economico, allora la differenza fra quanto effettivamente speso e quanto sarà incassato dove andrà a finire? Ci auguriamo che il “tesoretto” andrebbe utilizzato per altri servizi pubblici alla cittadinanza, ma così potrebbe configurarsi un’illecita distrazione di fondi … quindi, e a maggior ragione, pensandoci bene … ma ne vale proprio la pena continuare a incaponirsi con le piste ciclabili in una città poco adatta come Palermo?
